Partecipare è un buon Consiglio, i poteri speciali no

testata regione partecipareCarteinregola e Mobilitiamoci scrivono al Presidente Zingaretti, che ha dato  parere favorevole ai rinnovati poteri speciali per la mobilità al Sindaco di Roma augurandosi che  “siano utili per intervenire su quello che sta diventando un dramma per i romani, il livello insopportabile di traffico”. I Comitati  invece chiedono delle garanzie perché non si torni alla gestione commissariale all’insegna delle deroghe, della scarsa trasparenza e della mancata partecipazione dei cittadini che ha caratterizzato questi ultimi 6 anni di  prorogata   “emergenza traffico”, senza alcuna verifica dei risultati raggiunti.

Roma, 17 maggio 2013 Solo pochi mesi fa la rete, che raggruppa un centinaio di comitati e associazioni, aveva  presentato un nutrito dossier (> vai al dossier)  in cui si dimostrava, dati alla mano,  che nei 6 anni di vigenza dell’emergenza traffico e mobilità (due anni con il sindaco-commissario Veltroni e quattro  con  Alemanno) non era  stato portato a termine neanche il 10% degli interventi previsti, mentre i poteri speciali permettevano  di  aggirare ben 32 leggi e normative poste a tutela del Bene Pubblico e dei beni pubblici, spesso per finalità private, come nel caso della maggior parte degli interventi del Piano Urbano Parcheggi.

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San Giovanni : le immagini del fallimento del PUP

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cantiere in Via Imera

Roma, 7 maggio 2013. In Via Imera, le donne che abitano al civico 16 sono costrette a entrare e uscire dal cortile che dà su una strada sul retro: da due anni  la carreggiata  e parte del marciapiede sono occupate dalla recinzione del cantiere di un parcheggio interrato, e il portone principale, circondato dalle  palizzate, è diventato un luogo di bivacco  e una latrina a cielo aperto.

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cantiere in Via Imera

Un brutto spettacolo e soprattutto  una puntuale metafora  del fallimento del Piano Parcheggi, che nelle intenzioni avrebbe  dovuto togliere  auto dalla strada e riqualificare vie e piazze pubbliche per migliorare la vivibilità  e il paesaggio degli abitanti dei quartieri,  e che troppo spesso ha prodotto l’esatto opposto.

Oggi i residenti di Via Imera sono costretti a coabitare  con una discarica, senza nessuna certezza sulla fine dei lavori, dato che da più di un anno nel cantiere è tutto  fermo, ad  eccezione di quello che si definisce un “traffico di smobilitazione”.

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Park in Via Siria

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Park in Via Siria

Uno striscione ormai stinto recita ancora  “Stiamo costruendo nuovi parcheggi per una Capitale ancora più bella”, ma vista da qua, tutta l’operazione sembra aver poco a che fare con la bellezza e  con l’utilità per la cittadinanza. Anche perché, se  il parcheggio dovesse essere prima o poi terminato, ffrirebbe  a  prezzo di mercato 100 box ,  che corrispondono esattamene ai posti di sosta tariffata a raso che c’erano prima.  E a pochi metri c’è  l’autoparco  di   Via Siria, 300 posti che si dice siano per lo più invenduti, nonostante  lo striscione appeso sull’ingresso parli di box in vendita a 50.000 €, 30.000€ al netto della detrazione fiscale: un deciso ribasso rispetto  agli  85.000€ dei volantini distribuiti un paio di anni fa per pubblicizzare altri box in costruzione nella zona.

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Cantiere in Via Albalonga

E nella direzione opposta, verso piazza Re di Roma, c’è un altro significativo monumento al degrado da Pup, Via Albalonga, una strada occupata dalle macerie dal luglio del 2011. Dopo aver assistito sbigottiti all’abbattimento di tutti gli alberi della strada, gli abitanti hanno subìto varie interruzioni dell’illuminazione stradale, affidata dall’ACEA al concessionario privato,  di cui l’ultima per 40 giorni consecutivi.  E poi sporcizia, topi, rischi per la sicurezza dei cittadini, chiusura di molte attività commerciali.  Una vicenda che è finita con la revoca della concessione alla ditta inadempiente, ma che ancora non è arrivata al lieto fine, se si considera che la fideiussione a garanzia del Comune pare sfumata e che i 215 mila euro necessari al ripristino della strada dovranno essere presi dalle casse comunali.

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Cantiere in Via Albalonga

Tre situazioni che dovrebbero far riflettere chiunque aspiri a governare la città sulla necessità di voltare pagina  e rimettere in discussione una volta per tutte le regole e lo spirito del Piano Urbano Parcheggi. E soprattutto rimettere al centro delle scelte dell’amministrazione l’interesse pubblico e la qualità della vita dei cittadini.

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PIAZZA MANILA, VIA IMERA, VIA ALBALONGA: tre monumenti al fallimento del Piano Urbano Parcheggi

Il Coordinamento dei Comitati  NO PUP e Cittadinanzattiva Flaminio scrivono al Comune e al Municipio  chiedendo spiegazioni per i cantieri abbandonati

Piazza Manila light

Roma, 24 aprile 2013. E’ ormai dai primi di agosto del 2011 che in Piazza Manila, II municipio, parte del giardino pubblico è recintato a causa dei lavori preliminari  alla realizzazione di un parcheggio interrato: verde pubblico sottratto ai  cittadini del quartiere, ai bambini della adiacente scuola Guido Alessi e ai frequentatori del Tree bar, un chiosco/ristorante che accoglie ogni sera decine di clienti, a pochi metri dalla ormai precaria recinzione. Cittadinanzattiva Flaminio e i Comitati NO PUP hanno inviato una lettera chiedendo spiegazioni  agli uffici comunali e  soprattutto al II Municipio, che avrebbe dovuto chiedere da tempo  la rimozione del cantiere. Non si conoscono  i motivi di tanto ritardo, né se siano  stati regolarmente incassati i corrispettivi per l’occupazione di suolo pubblico. Ma si tratta  di una vicenda che si somma ai tanti altri cantieri aperti e abbandonati sparsi per tutta la città, a testimonianza che le modalità con cui finora (da vent’anni) sono stati portati avanti gli interventi del Piano Urbano Parcheggi, non funzionano.

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Appello per Via Giulia

L’Appello è promosso da Coordinamento per la Tutela di Via Giulia, da Residenti Città storica e da Carteinregola

I rinvenimenti archeologici a Largo Perosi

I rinvenimenti archeologici a Largo Perosi

La strada più illustre del Rinascimento italiano  oggi corre il pericolo che la profonda ferita inferta nel 1939 dalla demolizione del Palazzo Ruggia e del Palazzo Lais venga irrimediabilmente aggravata  con un progetto di edificazione che il Comune intende portare avanti senza alcuno studio preliminare, né concorso di idee, né processo partecipativo dei cittadini.> leggi l’appello

Il 19 marzo, data di uscita sui giornali del nostro Appello per Via Giulia,   i deputati Pd Realacci, Gentiloni, Giachetti e Bonaccorsi hanno presentato un’ Interrogazione scritta al Presidente del Consiglio e al ministro per i Beni e le Attività Culturali per  chiederchiarezza sulla vicenda dei progetti del Comune su Via Giulia.
In serata è giumnta  la notizia, ripresa da Repubblica.it, della telefonata del  ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, al sindaco Alemanno “per manifestargli tutte le sue riserve e perplessità sul progetto di via Giulia, pur al di là dell’iter autorizzativo in corso“. Sempre da quanto riportato da Repubblica, “Alla luce di tali riserve, condivise dal direttore regionale Federica Galloni, il ministro ha espresso al sindaco la sua volontà che l’intera questione venga valutata e approfondita dal Consiglio superiore dei Beni culturali e dagli esperti dell’amministrazione del Mibac, trovando su ciò il consenso del sindaco” (> vai all’articolo) Intanto sono giunte a Carteinregola anche alcune risposte dei candidati Sindaco (riportate in calce). Noi continuiamo a raccogliere le adesioni perchè l’Appello non riguarda solo Via Giulia,  ma i diritti dei cittadini e il modo in cui si vuole governare la città. Aderire all’appello vuol dire riconoscere il diritto alla partecipazione dei cittadini alle trasformazioni urbane e il principio del concorso di idee per la scelta delle soluzioni migliori per la collettività.

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Il Coordinamento dei Comitati NO PUP compie tre anni!

comitati no pup gruppo striscione

 

16 marzo 2013:  sono passati 3  anni dalla costituzione del primo nucleo degli  8 comitati NO PUP che ha dato vita al Coordinamento cittadino, arrivato poi a 30 comitati e  associazioni… A riguardare tutto quello che abbiamo fatto in questi anni c’è da essere veramente fieri. Abbiamo cominciato chiedendo più garanzie per i residenti che vivono accanto ai cantieri, abbiamo continuato chiedendo un vero piano che garantisse la pubblica utilità dei parcheggi, la salvaguardia del verde  e una progettazione partecipata con i cittadini.  E siamo arrivati a a costituire insieme ad altre reti di comitati romani il laboratorio Carteinregola, per lavorare sulle regole per l’ambiente, la mobilità, l’urbanistica. Continuiamo così

VAI ALLA PAGINA CON TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO FATTO IN QUESTI TRE ANN

> GUARDA IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE IN PIAZZA RE DI ROMA DI DUE ANNI FA

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Carteinregola: Regole per il Piano Urbano Parcheggi

Proposte per la mobilità della città metropolitana e del centro storico e per il Piano Parcheggi inviate ai candidati Sindaco in vista delle primarie e della consultazione elettorale.  

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Regole per il Piano Urbano Parcheggi

A cura del Coordinamento dei Comitati NO PUP e di Carteinregola

Prima di entrare nel merito dei nostri punti per il PUP, vorremmo smentire il luogo comune secondo cui i parcheggi sono una risposta efficace ai problemi della mobilità perché “tolgono le auto dalla strada”. Noi affermiamo  che la causa principale della disastrosa mobilità della Capitale è un rapporto vetture  private/abitanti che non ha uguali in nessuna città d’Europa, a fronte di un servizio pubblico fortemente inadeguato, con il conseguente circolo vizioso che provoca nefaste ricadute sia sull’economia della città sia sulla qualità della vita dei cittadini.

E vogliamo ribadire ancora una volta che, rispetto alle esigenze della sosta, qualunque Piano Parcheggi sarà sempre un palliativo. Come è noto a chiunque si interessi di soluzioni per la mobilità: non si tratta di aumentare il numero di parcheggi, ma di diminuire il numero delle automobili circolanti, sia per quanto riguarda le vetture in arrivo da fuori città, sia per quanto riguarda quelle dei residenti. 

Un risultato che si può raggiungere solo partendo da un incremento del servizio pubblico  e anche rendendo più accessibile e diffuso il ricorso ad altre forme di mobilità, incentivando l’uso della bicicletta, del car sharing, dei percorsi pedonali. Come accade da anni in tutte le grandi città europee. Come avrebbe potuto accadere da tempo anche a Roma, se tutte le giunte che si sono avvicendate non avessero gettato la spugna ancor prima di mettersi al lavoro, come se la Capitale fosse una realtà troppo complessa per tentare di mettere in pratica sul serio i tanti piani della mobilità rimasti sempre sulla carta.

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A VIA GIULIA SI RISCHIA DI PASSARE DALLA PADELLA ALLA BRACE.

I rinvenimenti archeologici a Largo Perosi

I rinvenimenti archeologici a Largo Perosi

A Largo Perosi, dove, durante le indagini archeologiche per la realizzazione di un  parcheggio interrato da 366 box auto, sono venute alla luce le scuderie di Augusto (foto accanto), potrebbe sorgere un complesso edilizio con un palazzo di 4 piani (foto in basso). La società titolare del previsto parcheggio ha infatti presentato un project financing per realizzare sull’area un albergo di lusso, decine di appartamenti tra i 45 e i 150 metri quadrati, un “urban center”da 1.900 metri quadrati con uno spazio convegni da 120 posti. Il tutto dovrebbe servire a  finanziare la musealizzazione dell’importante sito archeologico, che sarebbe inglobato negli edifici. Una proposta  discutibile sotto molti punti di vista, a partire dal fatto    che aggiungere nuove strutture nel cuore del centro storico vuol dire aumentare i carichi urbanistici e  rendere tra l’altro perfettamente inutile la realizzazione dei parcheggi, dato che aumentando  il numero dei residenti e anche quello degli utenti delle nuove strutture, si avrebbe  un corrispondente aumento della domanda di sosta

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