Parcheggi: nuove linee guida dei Geologi del Lazio per il Comune di Roma

Il Comune di Roma adotterà a breve le linee guida  elaborate   dall’Ordine  dei Geologi insieme all’ufficio parcheggi: finalmente si pone rimedio alle carenze che segnalavamo da anni sulla superficialità delle indagini preliminari alla costruzione dei parcheggi interrati

Geologicamente parlando la Capitale è un “unicum” per la quantità di problemi che possono nascere non appena si prova  a scavare  sotto la sua superficie. “Prodotti piroclastici” “sopra  un substrato  plio-pleistocenico”, ai  quali “si intercalano terreni sedimentari di ambiente fluivo-lacustre” “in alcune aree erosi e ricoperti  dalle alluvioni recenti”. Il tutto complicato dalla “diffusa presenza di una coltre di riporti” prodotta in quasi 3000 anni di attività umane nella zona, e dal rischio sismico, dalle diffuse cavità tufacee, persino dalla presenza sotterranea di gas. In pratica il sottosuolo di Roma è, per usare un termine poco scientifico, ma che rende bene l’idea, un “gran casino”. Soprattutto quando si devono effettuare scavi che raggiungono molti metri di profondità, come nel caso dei parcheggi interrati,  a pochi metri dalle fondamenta di  palazzi che spesso sono stati costruiti ben prima dell’avvento del  cemento armato. E uno  dei principali motivi dell’avversione  dei cittadini  verso i “Pup” risiede proprio  nei rischi  per la stabilità degli edifici, rischi  che sembrano poco controllabili  anche per le modalità con cui vengono effettuate le indagini preliminari. Fino ad oggi tutte le decisioni, come  l’estensione dell’area da considerare a rischio, il tipo,  il numero e  la durata dei rilievi  etc, non vengono regolate da parametri stabiliti da un soggetto “super partes”‘, ma sono prese dal   costruttore sotto la sua responsabilità, cioè dallo stesso  soggetto che subisce le dirette conseguenze economiche di tali scelte.

Grazie al lavoro ampio e minuzioso degli autori delle “Linee guida e metodologie di lavoro per le attività geologiche connesse alla progettazione e realizzazione di parcheggi interrati” presentati ieri nel corso del  convegno dell’Ordine dei Geologi e di Sigea sul ruolo del progettista di parcheggi, se il Comune manterrà quanto promesso,  a breve  i costruttori dovranno seguire  un protocollo che prevede che venga stilato un ” piano delle indagini preliminari” in cui siano indicati con precisione  il volume di terreno da studiare, il numero minimo delle prove da fare, delle apparecchiature da distribuire nell’area che circonda il futuro parcheggio  e soprattutto la “definizione degli scenari  di rischio” e la “progettazione degli interventi di mitigazione o di abbattimento dei rischi”.

Noi  comitati No PUP  potremmo  dire ” finalmente ci danno ragione”. Ma vogliamo invece dire che ci auguriamo che questo sia l’inizio di una nuova stagione, in cui l’amministrazione dimostri di avere il coraggio di  rivedere  le regole  e di farle rispettare.

E così sembrerebbe, almeno in parte, a giudicare  a  quanto affermato in chiusura del convegno dal delegato ai parcheggi Vannini, che ha annunciato un nuovo Piano Urbano Parcheggi supportato da un’”analisi scientifica” dei trasporti e della sosta operata dalle tre facoltà di ingegneria romane,  modifiche alla convenzione, l’avvio  di una verifica dei cronoprogrammi dei cantieri in corso, maggiore trasparenza sulle procedure. E, dando per scontato il “pubblico interesse” dei parcheggi privati, Vannini si è attribuito il ruolo  di mediatore tra cittadini “organizzati in comitati e non” e “costruttori”. Purtroppo ai  primi ha riservato  toni piuttosto critici (la solita sindrome Nimby…) mentre  ai secondi ha dedicato  parole decisamente più comprensive: costruttori  spesso “tacciati di speculazione e di affarismo esclusivo” che “giustamente impauriti dalla sindorme di Nimby” “fanno pressione” … Diciamo che per questa volta  incassiamo pure “la sindrome Nimby” e il peana ai costruttori, però adesso vogliamo  vedere presto adottate le linee guida dei geologi, le assicurazioni, il piano delle università  e tutto il resto…

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PARCHEGGI E COSTRUTTORI: LA POSIZIONE DELL’ OPPOSIZIONE

11 maggio 2012 – Umberto Marroni, capogruppo del PD in Campidoglio, accusa Alemanno di preoccuparsi un po’ troppo della campagna elettorale e di non occuparsi abbastanza di dare sostegno all’ edilizia. Le dichiarazioni, guarda caso,  arrivano a margine dell’incontro ‘Le politiche di partenariato pubblico-privato e dei processi di trasformazione urbana e di recupero delle periferie” organizzato dalla Fedilter, che si è svolto l’altro ieri presso alla Confcommercio. Un paio di mesi fa il delegato ai parcheggi Alessandro Vannini aveva partecipato a un altro convegno, sempre alla Confcommercio e sempre organizzato dalla Fedilter di Dario Coen, sul futuro dei parcheggi. In quell’occasione però l’esponente PDL, pur auspicando il compimento del maggior numero di parcheggi possibile, aveva anche avuto l’ardire, davanti a una platea di costruttori, di parlare di un nuovo schema di convenzione con maggiori tutele per quelli che vivono accanto ai cantieri, e anche di un Piano Parcheggi che fosse almeno un po’ un “piano”, con il coinvolgimento dell’università per la sua messa a punto. Invece Marroni, davanti alla platea di costruttori, dichiara che “Alemanno sta facendo fatica a realizzare un pacchetto per il settore edilizio per far sì che l’impatto della crisi sia meno pesante” e che “occorre al più presto risbloccare il piano urbano parcheggi, riprogettare i progetti di finanza insieme alle categorie e alle banche ” etc etc. Qualche giorno fa, in un’intervista su “Cinquegiorni”, il capogruppo PD aveva accusato il Sindaco di ” incapacità di procedere”, dato che “su 29 piani di zona solo 5 o 6 sono andati in porto dopo quattro anni” e che “tutto il resto, fra cui le delibere urbanistiche in approvazione, rappresenta solo una sorta di assestamento e di normale routine spesso rispetto a scelte effettuate dalle passate amministrazioni”… “Normale assestamento di scelte delle passate amministrazioni”? Se è così, sapremo regolarci….

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L’autorità dell’Autorità (Garante della Concorrenza e del Mercato)

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in data 29 marzo 2012, ha inviato al Sindaco di Roma una  Segnalazione inerente  la “Promozione della concorrenza in relazione al Programma Urbano Parcheggi di cui alla legge 122/89”, entrando nel merito  delle  mancate procedure di evidenza pubblica per l’applicazione della cosiddetta “ Legge Tognoli”, che prevede la concessione di  suolo pubblico a privati per 90 anni per realizzare   box auto sotterranei.

L’esame dell’Autorità parte dalla considerazione   che il suolo pubblico, “fattore produttivo essenziale” del PUP , è  una risorsa di per sé “scarsa”, evidenziando la “problematicità della concessione discrezionale da parte dell’Amministrazione pubblica” “a beneficio di alcuni soggetti piuttosto che ad altri”,  e constatando  che fino a  oggi a Roma  gli interventi sono stati assegnati senza nessuna gara, concedendo il diritto di superficie  alle ditte che avevano avanzato per prime la richiesta per una determinata area. L’Autorità poi sottolinea che  i principi concorrenziali aumenterebbero i vantaggi per l’interesse pubblico, ampliando  la possibilità di scelta dell’amministrazione  tra diverse  proposte,  che dovrebbero essere selezionate  secondo criteri di pubblica utilità, anche economica. E cita ad esempio l’entità degli oneri concessori (a nostro avviso attualmente risibili: circa  5000 € a box, che se fossero un  “affitto”, vorrebbe dire poco più  di   50 € l’anno), la tempistica, i servizi di  manutenzione etc . Noi vorremmo aggiungere all’elenco anche  il costo finale del parcheggio al residente/acquirente, un criterio adottato dall’amministrazione comunale milanese fin dal 1989/91, cioè dal primo triennio di applicazione della Legge Tognoli. Infatti a Milano (come  a Torino e in altre città) “da sempre” la concessione del diritto di superficie per fare i parcheggi viene assegnata  tramite gara. E ci aspettavamo che questa circostanza, dopo più di vent’anni, fosse  finalmente sancita da un’Autorità nazionale, con il riconoscimento di  un principio posto a garanzia non solo della libera concorrenza, ma soprattutto della pubblica utilità. Invece  l’Autorità, dopo aver posto  le premesse citate, conclude  limitandosi a raccomandare le procedure di evidenza pubblica, che ritiene  “un significativo fattore di promozione della concorrenza”, “confidando” che le sue osservazioni “possano essere tenute in debita considerazione”. A questo punto ci chiediamo come sia possibile che la  legge sia così elastica da permettere diverse interpretazioni secondo le città dove viene applicata, e  da impedire la fissazione di un criterio chiaro e dirimente. E anche che tipo di autorità abbia effettivamente l’Autorità, se, chiamata a esprimersi su una materia tanto  rilevante, sceglie di usare una formula così poco impegnativa per il destinatario della missiva, il  Primo Cittadino, che dal suo predecessore ha ereditato poteri speciali per l’Emergenza Traffico e Mobilità.  A questo punto possiamo solo augurarci anche noi che il Sindaco  sappia  “tenere in debita considerazione” la segnalazione dell’”Antitrust”…

Coordinamento dei Comitati NO PUP

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Delibera CAM: i Comitati rispondono all’articolo di IL TEMPO

Lettera aperta al Direttore de Il Tempo a proposito dell’articolo “Parcheggi in cambio di nuovi alloggi
- Riqualificazione dei complessi Magna Grecia, Chiana e Antonelli” pubblicato il 1 maggio 2012

Gentile Direttore de Il Tempo,
poiché l’articolo “Parcheggi in cambio di nuovi alloggi” del 1 maggio ci tira in ballo direttamente, Le chiediamo di concederci il diritto di replica e pubblicare queste nostre precisazioni.
L’autore ci attacca come “Comitati contrari al Piano Urbano Parcheggi”, ma in realtà nell’articolo si parla soprattutto  della Delibera 129,con cui si vorrebbe approvare uno scambio immobiliare tra il Comune e la CAM srl. Su tale Delibera i nostri Comitati, insieme a Cittadinanzattiva Lazio, hanno sollevato una serie di questioni, di cui nel “pezzo” non c’è traccia, a partire dal fatto che lo scambio prevede l’abbattimento totale dei mercati e delle annesse autorimesse da centinaia di posti auto nella prospettiva di una loro ricostruzione con vari piani di parcheggi sotterranei e soprattutto con vari piani sopra le aree mercatali. Cioè migliaia di metri cubi di appartamenti di lusso, uffici, negozi, da edificare in zone della città di altissimo valore immobiliare come Parioli, San Giovanni, Trieste. Di questo l’articolo non fa cenno, anzi, fa apparire lo scambio quasi un’opera di beneficienza : “sia la Cam, sia il Campidoglio rinuncerebbero a una parte di guadagno in virtù di opere e infrastrutture utili alla cittadinanza”.

Inoltre l’autore insiste sugli aspetti “innovativi” della proposta avanzata dalla CAM, arrivando ad affermare che “la delibera numero 129 all’esame dell’Assemblea capitolina rappresenta un punto di svolta” perché in cambio della riqualificazione dei mercati e della “valorizzazione dei tre compendi immobiliari, anche attraverso varianti della destinazione urbanistica” (cioè le nuove cubature sopra e sotto) fornisce “alloggi da destinare a chi da anni attende una casa”. Dimenticando che esistono delle norme europee – assai più innovative di sistemi arcaici come il baratto – che stabiliscono il principio della libera concorrenza e che impongono che, oltre una certa soglia (in questo caso superata almeno di dieci volte), le pubbliche amministrazioni promuovano gare di evidenza pubblica, sia per cedere gli immobili prestigiosi di loro proprietà, sia per acquisire gli alloggi popolari, selezionando il migliore offrente.
Non abbiamo abbastanza spazio per ribattere a tutte le critiche che ci vengono mosse, soprattutto sui presunti fini strumentali delle nostre battaglie: rimandiamo al nostro sito www.comitatinopup.it che dice tutto di noi. Ma ci teniamo a ribadire che, rispetto alla Delibera 129, noi ci siamo limitati a chiedere a tutte le istituzioni e agli uffici interessati se la CAM srl abbia dei diritti sui mercati che le permettano di fare un’operazione da centinaia di milioni di euro senza gare di evidenza pubblica. Stiamo ancora aspettando che qualcuno ci risponda. Possibilmente prima che venga votata in Campidoglio…

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Incredibile! Taroccano pure i Comitati NO PUP!

Nei dintorni di Via Albalonga è comparso nei giorni scorsi un volantino firmato da un fantomatico “Coordinamento Cittadino NO PUP Via Albalonga”, con tanto di autografo della sua “responsabile”, che ringrazia l’on. Cantiani e il Consigliere Toti per la prossima revoca del parcheggio di via Albalonga. Peccato che né il comitato di Via Albalonga nè il Coordinamento dei Comitati NO PUP cittadino c’entrino nulla con il volantino e soprattutto non abbiano mai avuto intenzione di ringraziare gli onorevoli in questione (e per cosa, poi, dato che la revoca non è ancora certa e dipende unicamente dai preposti uffici comunali?). D’accordo, la campagna elettorale è cominciata da un pezzo e abbiamo già visto parecchi politici buttarsi a pesce su un qualsivoglia “target” di potenziali elettori, pur di guadagnarsi un pezzetto di consenso in più. Ma vederci addirittura “clonati”, quello non ce lo saremmo mai aspettati, anzi sulle prime ci ha fatto arrabbiare non poco. Però poi, a pensarci bene, l’episodio ci ha procurato una certa gratificazione: come ricordava il buon Ferrini nell’indimenticabile “Quelli della notte”, anche la “Settimana enigmistica” vanta “innumerevoli tentativi di imitazione”. Se sei uno sfigato nessuno ti tarocca. Così proviamo una certa riconoscenza nei confronti dei due onorevoli, che, probabilmente a loro insaputa, ci hanno proiettato nell’olimpo dei comitati “che contano”. E ci accontenteremo di una loro presa di distanza da questi (o questa?) loro fans troppo solerti. Ma se ciò non dovesse avvenire, ci sentiremo autorizzati a diffondere volantini a firma Cantiani-Toti, con prese di posizione a nostro piacimento, tipo “I box privati sono pura speculazione, il problema del traffico si risolve solo potenziando il trasporto pubblico. Firmato: Roberto Cantiani, Presidente della Commissione Mobilità”. Ma forse questa non se la berrebbe nessuno, ci smaschererebbero subito…

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CHI CI GUADAGNA CON QUESTO PIANO URBANO PARCHEGGI

Ragionando “a biglie ferme”  sulla conferenza stampa del  3 aprile di Alemanno  e Vannini  in cui sono stati comunicati  gli interventi del Piano Urbano Parcheggi che saranno avviati o terminati entro al fine della consigliatura

Prima di scrivere qualcosa abbiamo preso un po’ di tempo, perché l’argomento merita più di una riflessione e noi non siamo gente da proteste scomposte e generiche.

Ci aspettavamo cattive notizie: siamo noi i primi a renderci conto che,  data la distanza siderale tra il nostro Piano Urbano Parcheggi ideale e quello reale, coltivato  in vent’anni da tutte le giunte che si sono succedute, non avremmo visto  soddisfatte  tutte le nostre richieste neanche in un  film di Walt Disney.

Sapevamo che  era solo una questione di gradazioni: da  ”non soddisfatti” a  ”furiosi”.

Il “non soddisfatti”, anche questo troppo ottimistico,  sarebbe stato  se, magari solo  per opportunismo, il Comune avesse deciso di dare qualche segnale positivo ai cittadini, ad esempio  introducendo delle modifiche alle regole, almeno quelle  che dovrebbero  aumentare le tutele dei cittadini come un nuovo  schema di convenzione.  Lo chiediamo da più di un anno  e da più di un anno, in ogni discorso pubblico, prima Aurigemma, poi, recentemente,  Vannini, assicurano  che “ci stanno lavorando”.Durante la conferenza,  alla nostra richiesta di una scadenza certa però nessuno si è preso degli  impegni.

Invece per i privati che costruiscono parcheggi, fioccano le modifiche: nel 2010  il  vincolo pertinenziale, che in base alla Legge 122/89 (Legge Tognoli) lega  indissolubilmente il box  a un immobile situato in prossimità del  parcheggio,  da  un raggio di  500 metri è stato portato a tutta la città (dopo una breve prelazione dei residenti).  E nella conferenza stampa  è stata annunciata una modifica della legge Tognoli, proposta  dal Comune di Roma,  per abolire anche l’indissolubilità del vincolo pertinenziale e   rendere possibile il suo trasferimento a un altro  immobile. In parole povere:  un box che prima si poteva comprare solo se si aveva un appartamento  nei dintorni e che si poteva rivendere solo a chi comprava l’appartamento, oggi si può comprare anche abitando dall’altra parte della città e, se passa la modifica annunciata, rivendere a chiunque possieda un appartamento o un negozio a Roma. Peccato che la Legge Tognoli avesse introdotto il vincolo pertinenziale per bilanciare  tutti i benefit offerti ai costruttori e agli acquirenti dei box, ed evitare che i parcheggi costruiti su suolo pubblico diventassero mera speculazione.

Molti di noi  non sono aprioristicamente contrari alla modifica:  se qualcuno non ha più bisogno del box è giusto che possa cederlo al suo vicino di casa. Ma diciamo chiaramente che estendere questa possibilità  a tutta la città vuol dire spostare sempre di più la bilancia verso  il profitto privato a scapito del  bene pubblico. Bene pubblico in nome del quale, vogliamo ricordarlo, la legge  permette a chi fa parcheggi  di derogare   a varie norme, a partire dagli strumenti urbanistici,  e offre  anche  notevoli facilitazioni e vari sgravi fiscali, che tra l’altro, a questo punto, dovrebbero essere rimessi in discussione.

E non si dica che l’innovazione è pensata  peri il  povero  vecchietto che non guida più e che non usa più il garage. Forse. Ma ci sembra  pensata soprattutto per quei “poveretti” che si possono permettere l’acquisto di box (quanti ne vogliono) a 80.000  € l’uno, e che possono farlo per speculazione e investimento, potendo poi  rivenderli ancora più facilmente, magari come cantine e magazzini (tanto nessuno controlla). E anche  per i poveri costruttori romani, che, al contrario dei loro colleghi milanesi  che  sono obbligati a fissare  il prezzo di vendita finale per partecipare a una gara pubblica (anche  20.000 € a box  in zone semicentrali), possono vendere i garages  a cifre di libero  mercato praticamente a chiunque,  e se i  residenti non possono permettersi quelle cifre, peggio per loro.

Inutile aggiungere qualcosa sulla scelta di mandare avanti a tutti i costi parcheggi come quello di Via Fermi e Viale Giulio Agricola. Abbiamo già speso troppe parole.  E’ troppo doloroso.

Ma possiamo dire che tutto questo supera le nostre più nere aspettative:  a parte l’abolizione dell’Ufficio Emergenza Traffico e il suo accorpamento per la parte parcheggi al Dipartimento comunale, che avevamo chiesto  al Sindaco e per cui lo abbiamo ringraziato, per tutto il resto non siamo insoddisfatti, siamo  furiosi.

Visti i risultati limitati dopo oltre un anno di lavoro e trattative, e i due pesi e due misure  - nei tempi e nella sostanza – usati nelle decisioni verso i cittadini piuttosto che verso i costruttori e i loro interessi, i cittadini possono capire  chiaramente chi comanda a Roma in merito a decisioni sui beni pubblici, chiunque sia al governo.

I cittadini sono   pronti ad applicare il principio di sussidiarietà (art.118 della Costituzione Italiana), ma l’interlocutore pare impegnato altrove.

Post Scriptum: Viste le dichiarazioni alla stampa (Repubblica Roma del 4 aprile) dell’ex delegato ai Parcheggi della giunta precedente Fabrizio Panecaldo, che attacca il Sindaco per  “il fallimento dei parcheggi di scambio” ma si guarda bene dall’aggiungere una parola su tutti gli interventi confermati, anche perché provengono al 99% dai precedenti piani parcheggi, partoriti quando ricopriva lui stesso il ruolo oggi di Vannini,  i cittadini possono immaginare quale sia la posizione sul PUP – escluse  alcune lodevoli eccezioni – dell’ opposizione di centro sinistra.

Su nopuptv brani video della conferenza con interventi di Alemanno e Vannini e le domande (6 parte) della portavoce del  Coordinamento dei comitati NO PUP e della responsabile commercio del CNA http://www.youtube.com/user/NOPUPTV

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Lettera aperta dei Comitati NO PUP a Vannini: I NOMI E LA REALTA’

Il Coordinamento dei Comitati NO PUP a proposito dell’apparizione sul sito personale del delegato ai parcheggi di un articolo del blog “Propuproma” intitolato “Tentativo di Alessandro Vannini di farci innamorare di lui, un comunicato stampa da applausi”

(in calce: la risposta di Vannini pubblicata sul suo sito il 18 marzo 2012)

I NOMI E LA REALTA’
Anche il consigliere Vannini è scivolato sul Propup. E’ comprensibile: fare il delegato ai parcheggi, di questi tempi, non è un compito molto popolare, per cui, se qualcuno ti manda un elogio a tutto tondo, è facile cadere nella tentazione di dargli un po’ di spazio. Anche perché, diciamolo, è una vera fortuna che, come ci sono i “NO PUP” ci siano anche i “PROPUP”: così si può dire che ci sono cittadini contro e cittadini a favore dei parcheggi. La protesta degli uni viene annullata dal sostegno degli altri. Peccato però che qui il plurale sia fuori luogo: non si tratta di Comitati Propup e nemmeno di un comitato; si tratta di uno, inteso come un solitario blogger, che per di più ama nascondersi nell’anonimato: sul suo sito non c’è uno straccio di nome o di recapito telefonico. In compenso ci sono pagine e pagine di vaneggiamenti iperbolici all’insegna del turpiloquio (resisteremo alla tentazione di citare qualcuna delle sue produzioni più “hard”). Un tormentone che rivela scarsa fantasia e una rabbia da sfogare decisamente eccessiva.
Ma tornando a Vannini, come abbiamo ripetuto ormai fino alla noia, noi, anche se ci chiamiamo “No PUP”, non siamo contro i parcheggi “a prescindere”, e non siamo neanche contro i delegati ai parcheggi, “a prescindere”. Anzi, abbiamo apprezzato il suo ribadire, davanti a diverse platee, financo di costruttori, la sua intenzione di cambiare le regole per tutelare di più la sicurezza dei cittadini e per individuare le localizzazioni e le tipologie di parcheggi di maggiore utilità pubblica. Però noi aspettiamo a scrivergli un peana, perché troppe esperienze ci hanno insegnato che è meglio giudicare i fatti, prima di riconoscere a qualcuno “il coraggio del cambiamento”.
Nei giorni scorsi abbiamo appreso che a Milano l’assessore alla Mobilità della giunta Pisapia metterà on line tutte le informazioni sul Piano Parcheggi, per assicurare la necessaria informazione e trasparenza ai cittadini. Noi l’avevamo chiesto all’assessore Aurigemma esattamente un anno fa, insieme a molte altre cose di buon senso, che sono state ignorate fino a oggi.
Il 16 marzo saranno due anni che è nato il Coordinamento dei Comitati NO PUP. Due anni fa, nella discussione per scegliere il nostro nome, qualcuno aveva ventilato il rischio di passare per dei fanatici contrari ai parcheggi tout court. La maggioranza di noi ha scelto comunque uno slogan netto, che rappresentasse tutta la nostra contrarietà a questo Piano Urbano Parcheggi. Che è poi quello di Rutelli, quello di Veltroni e quello di Alemanno.
Dopo ci siamo accorti che il nostro è un nome decisamente faticoso da portare, perché ci espone facilmente ai pregiudizi e richiede una serie di precisazioni con ogni nuovo interlocutore. Però vorremmo che almeno gli interlocutori più avveduti, come Vannini, cominciassero a dare più importanza alla realtà che alle parole. E che valutassero non tanto l’etichetta “NO PUP” quanto le nostre richieste – se sono giuste o no – e i nostri comportamenti – se sono corretti o no.
Noi pensiamo di aver dimostrato da tempo le nostre intenzioni, stando alla larga da strumentalizzazioni e sindrome “Nimby”, facendo le nostre battaglie in modo lineare e trasparente, perseguendo con tenacia e serietà la strada del dialogo con le istituzioni. Invece l’amministrazione finora ha cambiato ben poco. Sono rimaste uguali soprattutto le regole, o la loro mancanza, o la loro scarsa applicazione. E anche il dialogo è stato quantomeno intermittente (con lunghissimi “black out”).
A questo punto, come si suol dire, “le chiacchiere stanno a zero”.

Consigliere Vannini, chiediamo a lei e a questa amministrazione di dimostrare con i fatti cosa e come vuole cambiare. Le chiediamo di abbandonare iniziative che lasciano il tempo che trovano come i sondaggi on line sui parcheggi, dove anche chi non conosce nulla delle problematiche dei Pup può sparare stereotipi in libertà, e di rispondere punto su punto alle circostanziate proposte che il nostro Coordinamento, insieme a tecnici ed esperti di alto livello, ha messo insieme in un anno di lavoro.
Passi ai fatti, consigliere Vannini. Con la delega conferitagli dal sindaco commissario straordinario per l’emergenza traffico può fare adottare dal Comune le “Linee guida per i parcheggi a Roma” messe a punto dai geologi insieme ai funzionari dell’Ufficio della sosta. Può finalmente mettere in moto un meccanismo che renda le assicurazioni per gli edifici a ridosso degli scavi più estese nel tempo e soprattutto meno “da barzelletta”. Può inaugurare anche a Roma l’iniziativa “trasparenza” introdotta a Milano, con tutte le informazioni sui parcheggi accessibili on line per i cittadini. Se lo facesse, non soddisferebbe tutte le trenta richieste del nostro libro “Non chiediamo la luna” , ma sarebbe già un bel passo avanti…

Coordinamento dei Comitati NO PUP

La Risposta del Consigliere Vannini

(18 marzo 2012 – http://www.alessandrovannini.it)
..RIGUARDO LA PUBBLICAZIONE SUL MIO SITO DI ARTICOLI PROVENIENTI DA ALTRE FONTI..
Come noto al mondo dell’informazione e del web, è lecito condividere contenuti sul proprio sito web. Si tratta di offrire un diverso punto di vista riguardo una questione controversa agli utenti e frequentatori del sito, i quali scelgono di loro spontanea volontà di visitarlo. Ciò non vuole né aprire un contrasto fra i vari comitati, né denigrare l’operato e i contenuti di uno, o l’altro poiché le istituzioni hanno il dovere di rappresentare i cittadini tutti.

E’ naturale che ci siano posizioni diverse, ma l’importante è che dalle varie posizioni se ne ricavi un risultato costruttivo.
Sono ovviamente contento dell’apprezzamento dimostratomi e riservato all’ impegno che metto nello svolgimento del mio lavoro e pertanto faccio notare ai lettori che l’articolo condiviso sul mio sito personale è infatti riportato integralmente come pubblicato dalla fonte  e soprattutto privo di commenti personali,  pro o contro i “NO PUP”, poiché deve essere assolutamente tutelata  la posizione di tutti gli interessati.
Personalmente, non ho mai giudicato coloro i quali hanno giustamente cercato un confronto con le istituzioni per ottenere soluzioni concrete per il benessere della città. Benessere che si pone come un comune elemento di unione fra tutti e soprattutto una priorità da rispettare.

La condivisone di un contenuto “PRO-PUP”  o di “parole” non rappresenta in alcun modo la volontà di non procedere attraverso la giusta via, nel pieno rispetto delle normative in materia e soprattutto all’insegna di quel “Fare” che, in questo caso, vuole discostarsi dal piano delle idee e tradursi in realtà. Stiamo utilizzando tutti gli strumenti ed i mezzi a nostra disposizione per far si che tutto avvenga all’insegna della valorizzazione del territorio e del rispetto dei suoi abitanti, ciò può avvenire anche ascoltando le varie opinioni di tutte le persone interessate, senza discriminare nessuno ma cogliendo e discernendo  le informazioni necessarie e costruttive riguardo il tema specifico. Il sondaggio  che ho inserito nel mio sito, può essere compilato sia da persone non esperte nel settore ( quindi tutti coloro che non hanno compiuti studi di ingegneria, architettura e affini) sia da persone più competenti . Entrambi, esprimendo il loro punto di vista,  apporteranno un contributo distinto ma significativo e d’interesse come previsto in tutte le società civili organizzate in sistemi democratici dove vige la libertà di pensiero e di espressione. Fermo restando che le scelte operative verranno prese da chi di competenza.

Sono d’ accordo sul fatto che in passato sono stati fatti diversi errori, primo fra tutti, quello di non valutare con attenzione le reali necessità e volontà dei cittadini. Da parte mia posso garantire fin da ora il mio massimo impegno a non ripetere gli errori del passato e a tal riguardo sto elaborando insieme al dipartimento un nuovo modello di convenzioni, che tuteli sempre di più i cittadini e conto di riuscire a realizzarlo entro la fine del mio mandato, in modo che anche qualora non fossi più io ad occuparmi dei futuri pup romani, ci siano maggiori garanzie e maggiore trasparenza per i cittadini.
A questo riguardo faccio presente che sto provvedendo affinchè il Comune di Roma condivida on line tutte le informazioni inerenti ai PUP, utili ai cittadini romani.

Mi pongo soltanto una domanda: i pup bloccati sono tutti errori della precedente amministrazione nello stipulare convenzioni in luoghi inadatti a creare nuovi parcheggi interrati? Quelle persone che erano presenti nell’ allora maggioranza,  che non hanno mai  ostacolato  i loro colleghi di partito all’ atto della stipula delle convenzioni e che ora si trovano a combattere dall’ altra parte della barricata, cercando ipocritamente mille motivi per ostacolare i lavori… cosa farebbero qualora tornassero di nuovo dalla parte di chi deve decidere….  se aprire i cantieri o no……? Lascio agli utenti del mio sito la risposta……

Concludo rassicurando tutti i lettori, i cittadini, gli interessati pro e contro PUP che l’obbiettivo comune rimarrà sempre l’attuazione della soluzione migliore, l’osservanza del rispetto reciproco, la continuità di un dialogo costruttivo e soprattutto l’ascolto di tutte la parti coinvolte, senza eccezione alcuna perché ogni voce è essenziale e fondamentale.

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