I casi concreti

(dal dossier del 18 giugno 2014)

> Via a tutti i PUP da cancellare aggiornato

Nota sulla bozza di memoria di Giunta

Premettiamo che riteniamo la formulazione del testo della bozza di Memoria poco chiaro, in quanto ribadisce  che “gli interventi individuati sono quelli “prioritari” ( cioé che vengono “prima” degli altri, che quindi restano tutti?), aggiungendo che “sono state selezionate ulteriori localizzazioni tra quelle segnalate direttamente dagli operatori dopo la richiesta del Comune di una definizione di prioritá degli interventi di competenza di ognuno, al fine di calibrare un piano operativo di breve -medio periodo incentrato sui progetti cantierabili”. Dal testo quindi si potrebbe dedurre che nessuna decisione sia stata presa sul futuro del Piano Urbano Parcheggi, limitandosi a individuare una rosa di interventi nel breve-medio periodo, come a suo tempo (4 aprile 2012) ha fatto la Giunta Alemanno.Affrontando in particolare gli interventi indicati nella bozza, desideriamo fare presente alcune problematiche che a nostro avviso andrebbero preliminarmente affrontate:

 

Via dei Noci (V Municipio) ( (vedi scheda nel capitolo successivo con le richieste inviate dal Comitato NO PUP Via dei Noci all’assessore Improta)

 

Piazza della Radio (XII Municipio) ( (Vedi scheda capitolo successivo)

Pzza S.Saturnino (II municipio) (B1.1-067) (Vedi scheda capitolo successivo)

Viale Tito Labieno (VII Municipio) (P.F.) (B1.4-005) PA 468 Ricollocazione a causa della prevista rimozione di numerose alberature  nello spartitraffico e lungo i marciapiedi,  anche in considerazione del fatto che nella zona esistono già numerosi parcheggi chiusi o sottoutilizzati. L’intervento è un project financing che prevede la realizzazione di 240 posti auto rotazionali in cambio della concessione per 228 box. Per questo il Comitato Viale Tito Labienoda tempo propone la collocazione del Pup all’ inizio di Viale Palmiro Togliatti, a ridosso della fermata Metro Subaugusta, come parcheggio di scambio utilizzabile anche in occasione della chiusura al traffico per inquinamento da polveri sottili (il viale è la prima strada chiusa al traffico all’interno dell’”anello verde)

Viale Bruno Buozzi (II municipio) (B1.4-048) PA 188 Il Comitato Viale Bruno Buozzi segnala le   mancate verifiche preliminari sui numerosi edifici interessati e le caratteristiche stesse del progetto, che  determinano rischi per la stabilità e la sicurezza degli edifici, a fronte di una domanda di sosta evidentemente sovrastimata (come dimostrano altri interventi nel quartiere), chiedendo l’espunzione/ricollocazione del progetto o la riduzione dell’intervento nei limiti di ragionevolezza, anche in considerazione delle mutate condizioni del mercato immobiliare.

Piazza Monteleone da Spoleto (XV Municipio) Nella piazza sono presenti numerose alberature di pregio di cui chiediamo la tutela o l’espianto con ripiantumazione nella stessa zona.

Interventi collegati ai mercati rionali(Vedi scheda capitolo successivo)

Ci riserviamo di presentare ulteriori approfondimenti sui seguenti interventi in P.f. : Galoppatoio (II Municipio), Nodo Marconi (VIII Municipio) Inoltre vorremmo chiedere che venga ulteriormente evidenziata l’utilità trasportistica degli interventi selezionati nella Memoria, non solo in base al parere degli uffici, ma rispetto al PGTU In proposito chiediamo che la stessa procedura per la partecipazione dei comitati, dei cittadini e dei soggetti interessati a vario titolo, venga applicata agli interventi del PUP, come del resto promesso dal programma elettorale del Sindaco Marino, sulla base delle regole uguali per tutti, dell’interesse pubblico e dei diritti collettivi.
I casi concreti:

 

Parcheggi sotto i mercati rionali: per non ricominciare daccapo…

Cittadinanzattiva Lazio onlus, Carteinregola e il Coordinamento dei Comitati No PUP/Sosta sostenibile, che da tempo si occupano delle problematiche legate al PUP e ai mercati rionali, intendono portare a conoscenza della nuova amministrazione della città alcune osservazioni sui progetti, che secondo il Piano Urbano Parcheggi prevedono solo la realizzazione o l’ampliamento di parcheggi sotterranei, ma che, da quanto riferito dall’assessore Improta in Commissione, potrebbero interessare anche gli edifici mercatali.

 

Mercati Metronio di Via Magna Grecia (VII municipio), Pinciano di Via Antonelli e Trieste

di via Chiana (II municipio):

• Nella passata consiliatura per due volte sono state predisposte Delibere per uno scambio immobiliare da attuarsi con la CAM edilizia – indicata nel Piano Urbano Parcheggi della Ordinanza Commissariale del 2007 come proponente di ampliamenti dei parcheggi esistenti sotto i tre mercati – che avrebbe dovuto fornire al Comune un imprecisato numero di alloggi in cambio di parti dei mercati rionali (anche con l’ipotesi di abbattimento/ricostruzione e aumento di cubature, vedi Delibera 129).

• Entrambe le delibere non sono mai arrivate al voto dell’Assemblea a causa di un’opposizione trasversale in Aula e anche della forte contrarietà dei comitati cittadini, che in alcuni casi hanno creato un fronte comune con gli operatori dei mercati e movimenti in difesa dell’architettura contemporanea (soprattutto per quanto riguarda il Mercato Metronio, edificio di rilevante interesse architettonico dell’ingegnere Riccardo Morandi. Si veda, in proposito, l’Appello dell’Ordine degli Architetti di Roma del 5 marzo 2012)

• Ci risulta, inoltre, che la società CAM srl, che avrebbe dovuto realizzare i tre interventi, non abbia ottenuto a oggi, da parte dell’Amministrazione, il rilascio di alcuna convenzione o titolo che le attribuisca un effettivo diritto a intervenire sugli immobili dei mercati, o sulla gestione della sosta o sulla realizzazione degli ampliamenti dei parcheggi esistenti.

• In merito all’ipotesi di interventi di ampliamento dei parcheggi attraverso lo scavo di un ulteriore piano sotterraneo, bisogna anche tener presente che esistono perizie giurate che affermano l’impossibilità di realizzazione – o l’ insostenibilità economica – a causa della tipologia costruttiva di edifici della seconda metà degli anni ’50. La stessa ditta, in un protocollo d’intesa siglato con gli operatori del mercato di Via Chiana nel gennaio 2012, dichiara che “la struttura portante dell’attuale edificio [del mercato di Via Chiana ndr] non è stata progettata per ospitare né ulteriori piani interrati, né ulteriori piani sovrastanti e quindi si opererebbe con un costante pericolo di cedimenti o crolli…”

• Inoltre ci preme sottolineare che – a maggior ragione dopo la fine della gestione commissariale della mobilità per la decadenza dell’Emergenza Traffico e relativi poteri speciali di deroga – qualsiasi affidamento e/o intervento su proprietà pubbliche devono, a nostro avviso, essere assegnati in seguito a gare di evidenza pubblica.

• Facciamo infine presente che i Municipi interessati si sono espressi sfavorevolmente: il II Municipio, il 12 aprile 2012 , con un ODG (Relativo ai Mercati di via Chiana e Via Antonelli) votato dal centro e dal centrosinistra che invitava la Presidente a “intervenire presso il Sindaco per bloccare l’iter di approvazione della delibera di scambio”, il Consiglio del Municipio VII votando il 19 dicembre 2013 una risoluzione, presentata dal Partito Democratico, per l’espunzione, dal Piano Urbano Parcheggi, del parcheggio previsto sotto il mercato Metronio

Mercato Vittoria di via Montesanto (I Municipio, Prati). L’intervento dovrebbe essere effettuato sotto una struttura degli anni ’50, priva di parcheggi. Nel corso di una conferenza stampa in Campidoglio, il 30 ottobre 2012, l’allora delegato ai parcheggi Vannini comunicò   ufficialmente che la Progepar, gruppo Cogeim, titolare degli interventi per realizzare parcheggi sotto i mercati dei Fiori e Vittoria (costruiti più o meno nello stessa epoca dei tre mercati della Delibera 129) aveva   accettato di ricollocare i posti auto previsti in un parcheggio pubblico in abbandono della Stazione Cornelia, a causa di “difficoltà emerse durante gli approfondimenti tecnico progettuali, ed in particolare riguardo l’applicazione della normativa VVFF riferita al numero dei piani interrati” (la citazione è presa dalla relativa OC 442 del 28 giugno 2012). Ci chiediamo in base a quali successivi passaggi amministrativi e permessi lo scavo sotto il mercato Vittoria sia stato nuovamente inserito nell’elenco degli interventi “fattibili

La vicenda di Via Giulia

 

L’area di Via Giulia – Largo Perosi -Via Bravaria è stata destinata con ordinanza del Sindaco n. 96 del 12 febbraio 2008 alla realizzazione di un parcheggio interrato (P.U.P. n. 138/1991 ai sensi della Legge 122/1989).

Il  24 maggio 1991, in seguito alla Legge Tognoli,  la I.C.B.  Industria Conglomerati Bituminosi S.r.l. presenta  istanza  per la realizzazione di un parcheggio  pertinenziale in Piazza di Novella, successivamente  (ottobre 2003) traslato, su richiesta della ditta,  in via G.Marconi e infine, sempre su richiesta della ditta, atterrato  (2005) in Largo Perosi – via San Filippo Neri – via Giulia. Nel gennaio 2007 la ICB cede  il proprio ramo d’azienda, relativo ad alcuni parcheggi del P.U.P. del Comune di Roma, tra i quali la rilocalizzazione di Piazza Novella, alla Società CAM s.r.l.

In data 14.04.2008  viene  stipulata la convenzione per la concessione del diritto di superficie sull’area di proprietà comunale e/o relativo sottosuolo. Il progetto di  parcheggio prevede  tre piani interrati per la realizzazione di  336 box auto pertinenziali e 30 a rotazione in Largo Perosi e 39 in via Bravaria.

Il progetto viene sottoposto secondo le leggi vigenti alla V.I.A. Regionale e Comunale.

Dall’esame dei dati risulta che la scelta dell’area fatta dalla ditta concessionaria presenta notevoli problematicità idrogeologiche che determinano rischi in merito alle caratteristiche costruttive. Queste problematicità vengono messe in evidenza dall’Area Difesa Suolo della Regione Lazio con parere del 19 gennaio 2009 indicando tra l’altro che :

1) lo sviluppo verticale del parcheggio andrà ad interessare la falda nelle sue fasi di piena,

2)  le fondazioni previste si attestano su terreni di riporto.

Da ciò sono derivati 13 punti di prescrizioni che hanno snaturato completamente il progetto riducendo i piani da tre a due e attestando le fondazioni al di sotto di 20 m dal piano di campagna dove si raggiungono i livelli di roccia compatta.

In data 20 maggio 2010 la CAM presenta al riesame dell’Area Valutazione Impatto Ambientale una modifica di progetto, identico progettualmente e strutturalmente al precedente ma con integrazioni al S.I.A. per gli aspetti riguardanti le componenti geologia e rumore.

Il 27 settembre 2010 viene resa la pronuncia positiva di Valutazione d’Impatto Ambientale. L’Area Difesa Suolo pur riconoscendo che “l’area è particolarmente sensibile per problematiche di natura idraulica, idrogeologica, geotecnica e per la vulnerabilità e la criticità del settore limitrofo al Tevere stesso “ e ricordando che il precedente parere aveva escluso il terzo piano sotterraneo di parcheggio poiché “le relazioni tecniche di natura geologica e idrogeologica risultavano essere confuse, contraddittorie e insufficienti, preso atto di quanto prescritto e delle nuove e più dettagliate indagini tecniche eseguite in conformità alle prescrizioni, esprime parere condizionato, alla costruzione dei tre piani, con una serie di prescrizioni.

In data 1 Luglio 2010 viene  presentata dal Comitato dei Genitori del Liceo Virgilio, presso la Regione Lazio, una memoria controdeduttiva alla Pronuncia di Valutazione d’Impatto Ambientale. Alla luce delle osservazioni,  l’Area Valutazione Impatto Ambientale riconosce l’introduzione di alcune nuove prescrizioni ma non rivede la pronuncia positiva sull’opera.

Nel frattempo vengono intraprese dal Comitato dei Genitori del Liceo Virgilio varie iniziative a difesa della sicurezza del Liceo Virgilio e delle sue componenti, mettendo in discussione anche la inopportuna sottrazione del cortile esterno del liceo stesso a seguito dell’apertura dell’area di scavo, quali: lettere al sindaco e all’assessore alla mobilità, incontro con funzionari del Comune, del Municipio etc, manifestazioni di protesta, lettere ai giornali/conferenza stampa/servizi radiotelevisivi, convegno scientifico con personalità di cultura ed esperti di settore organizzato insieme al Coordinamento Residenti Città Storica; iniziative legali: ricorso al TAR, esposto alla Procura, esposto ad altri organi competenti.

Iniziati gli scavi archeologici vengono alla luce importantissimi reperti. La Soprintendenza dei Beni Archeologici di Roma individua un quartiere composto essenzialmente da due complessi, dei quali uno, di impianto monumentale con imponenti costruzioni con archi di travertino tamponati in opera reticolata, identificato come uno degli stabula, le scuderie delle factiones degli Aurighi che correvano nel Circo Massimo. Verso il fiume, lo scavo  individua una strada lastricata su cui si affaccia un bel complesso termale (un balneum) connesso ad ambienti con pavimenti a mosaico in bianco e nero.

A questo punto, su parere della Soprintendenza dei Beni Archeologici di Roma, si rende necessaria una revisione del progetto del parcheggio, dovendo tener conto che non è più possibile costruire piani di parcheggio sotto le rovine.

 

La CAM s.r.l., anzichè rimodulare il vecchio progetto, presenta, invece, un nuovo progetto di finanza, firmato dall’Arch. Cordeschi, con sistemazione di superficie, albergo a 5 stelle, 28 appartamenti e urban center, tre piani di parcheggio nella porzione nord est dell’area dove al momento non sono emersi resti archeologici non asportabili, un piano di parcheggio sopra l’area archeologica, per un totale di 348 posti auto. Area archeologica, quindi, sepolta tra fondazioni e piani di parcheggio.

Il progetto inizia il suo iter approvativo incassando  il parere positivo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici e la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Roma, quest’ultima condizionandolo  a trovare una “soddisfacente integrazione con le strutture archeologiche rinvenute e la loro migliore sistemazione pubblica”.

Umberto Broccoli, Sovrintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale,  dichiara nel corso di una riunione con alcuni comitati cittadini (8 marzo 2013)  che il problema fondamentale per la Soprintendenza è la mancanza di fondi e che quindi l’iniziativa privata va premiata e soprattutto che  si devono ridurre i tempi di approvazione per consentire di avviare il piano di recupero di Via Giulia.

Bisogna  ricordare che Roma Capitale aveva  presentato il 2 febbraio 2011 le proposte di 7 architetti, scelti dal Comune stesso, per lo studio e la progettazione dell’area di Via Giulia – Largo Perosi – via Bravaria. Tra queste proposte c’era anche quella dell’Arch. Cordeschi che però non è stata scelta, a seguito di un procedimento pseudo partecipativo, dai cittadini romani. Pseudopartecipativo perché non opportunamente pubblicizzato e perché l’esposizione delle tavole di progetto è stata fatta in uno spazio inadeguato presso l’Auditorium della Musica, che tra l’altro non riportava  sul proprio sito l’esistenza della mostra espositiva.

In seguito alle proteste di cittadini,  dei  comitati e di molti esponenti della cultura, non solo romana, il project financing è stato “congelato”. Nel frattempo la Soprintendenza ha dichiarato concluso lo scavo archeologico e a breve dovrebbe esprimere un parere definitivo sulla destinazione dell’area, sulla tipologia dell’intervento di musealizzazione e sulla compatibilità della realizzazione del parcheggio sotterraneo con il recupero e la valorizzazione delle emergenze archeologiche messe alla luce.

 

Piazza San Saturnino 298 14 B1.1-067

L’Associazione Artù  richiede l’espunzione del parcheggio a causa del potenziale pericolo alla stabilità degli edifici circostanti per la  presenza di falde acquifere a 9 metri di profondità e per la distanza troppo ravvicinata  dello scavo agli edifici (2 metri dai palazzi di via Topino, con fondamenta antiche e svasate.

L’Associazione fa presente che le prospezioni geologiche effettuate nel novembre 2009, non hanno tenuto conto della nuova normativa entrata in vigore nel maggio 2009, relativa alle modalità di effettuazione delle stesse, ai contenuti della ricerca, alla presenza delle cavità, alla qualificazione delle aziende incaricate.

Si rileva inoltre la illegittima localizzazione del parcheggio anche in via Topino, dato che nel Pup deliberato dal Comune di Roma la localizzazione era e resta la sola piazza San Saturnino.

Anche le relazioni ambientali che accompagnano il parcheggio sono obsolete (ad es: il numero degli autobus che attraversano la piazza è salito a 3) e nessun peso viene dato allo spostamento di tutti i servizi interrati, in particolare fognature, che sarebbero costrette ad attraversare per un lungo tratto in orizzontale il terreno proprietà della Chiesa.

Le proposte dei cittadini di confrontarsi su tutte queste evidenti criticità sono state ignorate dal Comune che ha invece deliberato l’intervento con atto di Giunta del 13 marzo 2013, costringendo i cittadini a ricorrere al Tar per l’annullamento di tale delibera nel luglio 2013.

Via Cesena: quando diventerà un giardino pubblico?

Gli abitanti di San Giovanni chiedono, da oltre 25 anni, la realizzazione di un Giardino pubblico all’interno dell’Area di Via Cesena , unica area verde non costruita in una zona densamente popolata. L’area, di proprietà demaniale, venne “erroneamente” inserita nel PUP. Il Comune ne sta perfezionando l’acquisizione per destinarla a verde pubblico (Giardino con Parco giochi per bambini) ma non ha ancora formalizzato l’espunzione dal PUP, così che ne risulta rallentato l’iter di acquisizione dell’area e la sua riqualificazione.

Cronistoria

L’Area di Via Cesena è costituita da un piccolo spazio verde, abbandonato e inaccessibile perché di proprietà demaniale, circondato da edifici ad uso abitativo. Il Piano Regolatore Generale prevede per questa Area una destinazione a verde pubblico. Il quadrante Appio-Tuscolano di San Giovanni (da piazzale Appio al vallo ferroviario) presenta una carenza drammatica di verde pubblico: la dotazione minima di aree verdi per abitante, che secondo gli standard urbanistici dovrebbe essere di 22 mq/ab, qui è di fatto pari a zero, anche a causa della scomparsa dei vicini giardini di Largo Brindisi e di Via Sannio, distrutti per far posto ai cantieri della metro C. Gli abitanti di San Giovanni chiedono formalmente, da oltre 25 anni, la riqualificazione dell’Area e la realizzazione al suo interno di un Giardino pubblico, anche come forma di compensazione per gli enormi disagi subiti a causa della presenza a poca distanza di decine di cantieri (PUP e Metro C) che hanno prodotto negli ultimi anni un netto peggioramento della qualità della vita.

Nonostante ciò, l’Area è stata oggetto di numerosi tentativi di cementificazione, sventati grazie alla vigilanza del Comitato San Giovanni, a cominciare dal 1988, quando venne bloccata la costruzione di un edificio di 8 piani (3 interrati e un eliporto sul tetto) ad uso della polizia di stato, per finire nel 2010, quando venne bloccata la proposta di realizzare il PUP B1.4-108.

Il 14 giugno 2010, i residenti dovettero chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per sventare il tentativo della società proponente il PUP di introdursi all’interno dell’Area per prenderne possesso e depositarvi macchinari di scavo, forzando la serratura del cancello d’ingresso. Il tentativo fu perpetrato in orario serale extra-lavorativo, mentre era in corso una partita della nazionale di calcio.

La società Parkroi srl (cap. soc. 7.900 euro) non era concessionaria ma, nonostante ciò, aveva stipulato un contratto di affitto con l’Ufficio Parcheggi del Comune. Non essendo il Comune proprietario dell’area, a sua volta questo ufficio aveva stipulato un contratto di affitto con l’Agenzia del Demanio, proprietario dell’area.

A seguito di forti proteste e mobilitazioni, il Comune decise di annullare il contratto, negando alla società l’accesso nell’Area. In pochi giorni, il Comitato San Giovanni raccolse 4.500 firme di residenti a sostegno di una Petizione che chiedeva la realizzazione nell’Area del “Giardino Marcello Mastroianni” (Foto 3). Il Comune prese atto della richiesta dei cittadini, acquisendo gli esiti della Petizione.

L’espunzione dal PUP e la realizzazione del Giardino venne annunciata nel luglio 2010 dall’assessore Marchi; venne confermata dall’assessore Aurigemma (lettera 15 ottobre 2010) e definitivamente disposta dal Consiglio comunale di Roma Capitale nella seduta del 28 dicembre 2012, con la Delibera 75/2012 (> vai alla pagina), e nuovamente confermata dalla Commissione congiunta Ambiente-Patrimonio-Mobilità di Roma Capitale del 13 dicembre 2013, nonché richiesta urgentemente dal Municipio VII con la Risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio municipale del 17 dicembre 2013 (> vai al sito per scaricare la risoluzione).

La Commissione capitolina del 13 dicembre 2013 ha dato mandato al Dipartimento Patrimonio del Comune di procedere con l’acquisizione, vincolata a verde pubblico (come disposto dalla delibera 75/2012) e finalizzata alla realizzazione del Giardino, e ha chiesto all’Assessore alla Mobilità di formalizzare l’espunzione dal PUP.

Le criticità

L’acquisizione dell’area da parte del Comune avviene nell’ambito di un Protocollo d’Intesa più ampio di scambio di beni pubblici con l’Agenzia del Demanio (Protocollo d’Intesa approvato con Deliberazione di C.C. n. 100 dell’8 aprile 2009 e sottoscritto dal Sindaco di Roma e dal Direttore dell’Agenzia del Demanio il 29 aprile 2009). L’area è quindi diventata oggetto di permuta e ciò ha favorito ma anche rallentato l’iter di acquisizione. Ad oggi, il ritardo accumulato ammonta a circa 1 anno, in quanto da luglio 2013 gli atti sono pronti per la stipula dell’atto fra Comune e Agenzia del demanio.

ll trasferimento dal demanio al patrimonio comunale è fermo da un anno al Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale. Quando infatti stava per procedere alla stipula del contratto di acquisto dell’area, il Dipartimento Patrimonio scopre un atto in cui l’area viene incredibilmente definita semplice “sede stradale” (mentre il PRG da sempre la classifica come Area verde, non essendo fra l’altro mai stata utilizzata come sede stradale), evidentemente per creare le condizioni di un suo reinserimento nel Piano Urbano Parcheggi. Infatti, il Dipartimento chiede all’Ufficio Parcheggi se l’area è ancora di suo interesse e il dirigente di questo ufficio – pochi giorni prima di essere trasferito ad altro incarico – risponde che l’espunzione dell’Area dal PUP non è stata mai formalizzata e che è necessaria una pronuncia ufficiale dell’Assessore alla mobilità.

Il processo di acquisizione viene sospeso ma i cittadini lo vengono a scoprire solo nell’ottobre 2013, quando a seguito della pubblicazione di una memoria di giunta riemerge il PUP B1.4-108-VIA CESENA nell’elenco dei PUP da realizzare.

I cittadini, chiedono la convocazione urgente di una Commissione congiunta di Roma Capitale (Ambiente-Patrimonio-Mobilità), per fare luce sui lati oscuri di questa vicenda e per mettere tutti gli interlocutori intorno al tavolo e di fronte alle loro responsabilità.

La Commissione capitolina del 13 dicembre 2013 ha dato infine mandato al Dipartimento Patrimonio di procedere con l’acquisizione dell’area, vincolandola a verde pubblico (come disposto dalla delibera 75/2012) e alla realizzazione del Giardino, e ha chiesto all’Assessore alla mobilità di formalizzare l’espunzione definitiva dal PUP.

Nel corso della Commissione, i cittadini hanno anche appreso che sono state avviate trattative per ridefinire il valore della permuta, per avvicinare le posizioni di Agenzia del Demanio (secondo cui il valore di scambio sarebbe troppo basso) e il Comune, che ritiene che il prezzo sia invece “troppo alto” per una destinazione a verde pubblico (mentre in caso di cementificazione i valori evidentemente crescono).

Rimane il ritardo, ad oggi di ben 6 mesi, da parte dell’Assessore Improta per apporre una semplice firma.

Le soluzioni/richieste/proposte avanzate dal Comitato San Giovanni

Il Comitato San Giovanni ritiene molto grave il fatto che il Dipartimento Patrimonio, l’Assessorato alla mobilità e l’Ufficio parcheggi del Comune, da un alto, e l’Agenzia del Demanio, dall’altro, continuino a rallentare da oltre un anno un iter amministrativo, avviato a seguito di una decisione presa da tutti i livelli istituzionali e che rappresenta l’espressione democratica della volontà popolare e di decenni di mobilitazioni dei cittadini.

E’ bene ricordare che l’Area di Via Cesena è un BENE PUBBLICO (demaniale o comunale che sia la proprietà) e, in quanto tale, le decisioni sulla sua destinazione sono assunte dalla collettività, che la esprime attraverso i suoi organi democratici. E’ evidentemente all’opera una vera e propria “lobby dei PUP”, che rallenta l’attuazione delle decisioni di legge, in spregio alla volontà popolare democraticamente espressa, al fine di favorire ben identificati interessi privati.

Il Comitato San Giovanni chiede

  1. al Sindaco di Roma, On. Ignazio Marino, che il Dipartimento Patrimonio riceva un sollecito per predisporre gli atti e pervenire all’acquisizione dell’Area Verde, facendo proprio quanto disposto dalla Delibera del C.C. n. 75 del 28 dicembre 2012 e chiaramente riaffermato dalla Commissione congiunta Ambiente-Patrimonio-Mobilità di Roma Capitale del 13 dicembre 2013;
  2. all’Assessore alla Mobilità IMPROTA di firmare l’atto di espunzione dal PUP per Via Cesena, annullando a tutti gli effetti di legge l’intervento B1.4-108.

Il Comitato San Giovanni chiede al Sindaco di Roma, all’Assessore al Bilancio e all’Assessore all’Ambiente di provvedere all’inserimento nel Bilancio di Roma Capitale di un congruo stanziamento che consenta la presa in carico del progetto di realizzazione del Giardino da parte del Servizio Giardini di Roma Capitale;

Il Comitato San Giovanni chiede all’Assessore all’Ambiente di coinvolgere i residenti nella fase di progettazione e di successiva gestione del Giardino di Via Cesena, per il tramite del Comitato San Giovanni.

Il Comitato San Giovanni chiede all’Assessore all’Ambiente e all’Assessore al Bilancio di provvedere all’inserimento nel Bilancio di Roma Capitale di un congruo stanziamento finalizzato alla bonifica e alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’Area (ivi compresa la pulizia e il taglio dell’erba), rese necessarie a causa dello stato di abbandono e di degrado in cui versa a causa della pessima gestione dell’Agenzia del Demanio e del completo disinteresse manifestato dal Municipio VII, entrambi del tutto assenti da anni e responsabili del degrado igienico e della pessima immagine che restituisce alla collettività (appena 2 tagli del manto erboso dal 2005 ad oggi, a cura della Protezione civile; prima veniva realizzato a cadenza semestrale dal Demanio).

 


Piazzale della Radio: Cosa succede sopra il PUP?

Parcheggio sostitutivo “P.le della Radio” (intervento del Piano Urbano Parcheggi B1.4-001 521) Posti Auto  521.  Per tale intervento, che nel progetto iniziale del proponente prevedeva in parte la rimozione e in parte  la distruzione delle alberature  dell’attuale giardino e la successiva realizzazione di un’arena per spettacoli all’aperto con  vasca acquatica, fortunatamente bloccato dalle iniziative dei comitati di quartiere, si richiede la consultazione preventiva dei cittadini sull’intervento e l’avvio di un eventuale progetto partecipato per la sistemazione superficiale.

Inoltre si chiede all’amministrazione di impegnarsi a non rilasciare alcuna autorizzazione alla realizzazione del parcheggio sotterraneo senza  aver prima contestualmente stabilito la definitiva sistemazione superficiale della piazza, con la precisa indicazione delle opere da realizzare e i relativi costi, per evitare che si ripeta la spiacevole situazione già verificatasi per il PUP di Via Como.

Per questo chiediamo che l’amministrazione metta a disposizione i dati sulle reali condizioni delle alberature e si impegni all’eventuale trapianto di quelle in buona salute, verificando prima i punti esatti in cui tali alberature potranno essere collocate.

Facciamo inoltre  presente che – nel caso che si voglia mantenere a giardino pubblico alberato la sistemazione sopra il parcheggio sotterraneo – dovrà essere prevista una zolla di terreno pari ad almeno 1,50 mt di profondità, per permettere l’attecchimento di alberi di prima e seconda grandezza (come quelli attuali). Ciò dovrà essere considerato nell’elaborazione del progetto strutturale del parcheggio, nonchè del piano economico dell’opera.

 


Tenuta della Chiavichetta: la legge Tognoli in mezzo al nulla (vincolato)

Tenuta della Chiavichetta (B1.4-026) Posti auto   960 L’ intervento è inserito nel Piano Urbano Parcheggi e  prevede la realizzazione di  quasi mille posti auto su due livelli interrati e un livello stradale (ma è stato avanzato contestualmente un progetto per costruire anche tre manufatti di tipo turistico-ricettivo e commerciale e una stazione di servizio) in un’area  interessata da numerosi vincoli paesaggistici: Fascia di  rispetto  del Fosso della Breccia (Protezione di corsi delle acque pubbliche), Zona di interesse archeologico e Riserva Naturale Statale del Litorale Romano[1]. Inoltre non è chiara l’utilità pubblica di un intervento,  su suolo privato[2], che si avvale delle facilitazioni della Legge Tognoli finalizzate a  “promuovere la realizzazione di parcheggi nelle città per  rendere più fluida la viabilitàinserito fuori dal contesto urbano, con posti auto  che rischiano di essere al servizio degli edificandi  albergo e centro commerciale, piuttosto che di edifici di cui dovrebbero diventare pertinenza.

_____________________________________________________________

[1] (Pup Tenuta della Chiavichetta) Nota della Regione Lazio, Area urbanistica  e beni Paesaggistici del Comune di Roma e progetti speciali (prot. 45171 del 30 novembre 2010) vincoli del PTPR che assoggetta l’area  anche alla disciplina del “Paesaggio Naturale Agrario” (che non consente realizzazione di cubatura non residenziale ma solo interventi di adeguamento della rete viaria esistente) e “Reti infrastrutture e servizi”

[2  Non è chiaro neanche perché l’OC 129 del 2008 inserisce  l’intervento nella sezione “C”, insieme agli interventi su suolo pubblico, e non nella sezione “D”, interventi su suolo privato

 

A Centocelle, in Via dei NocI

(dalla lettera inviata all’ assessore Improta dal Comitato NO PUP Via dei Noci)

In merito alla realizzazione del PUP di Via dei Noci chiediamo  che:

il Comune si impegni insieme al Municipio V per la ricollocazione di tale PUP in una diversa zona di Roma.

Nel farle questa richiesta consideriamo opportuno metterla a conoscenza del fatto che le perplessità che tale opera suscita nei cittadini hanno trovato riscontro in due pronunciamenti delle giunte municipali che hanno guidato e guidano tutt’ora il nostro Municipio.

Già il 13 marzo 2012, infatti, il Consiglio Municipale dell’allora municipio Roma VII ha votato all’unanimità un o.d.g. per la revoca della convenzione e il non rilascio del permesso a costruire. L’attuale giunta municipale ha confermato questo indirizzo durante l’assemblea pubblica del 9 dicembre 2013, alla presenza del presidente Giammarco Palmieri, degli assessori all’Ambiente Giulia Pietroletti, della Mobilità Giovanni Assogna, dei Lavori Pubblici Stefano Veglianti e di vari consiglieri municipali.

In quell’occasione il Presidente Palmieri, venendo incontro alle richieste delle numerose persone presenti all’assemblea, si è pubblicamente impegnato a portare avanti una trattativa con il costruttore che ha ottenuto la licenza per il PUP di via dei Noci (sig. Mazzuca) per ricollocare lo stesso PUP in un luogo più adeguato e utile alla cittadinanza.

In particolare, come sottolineato dal Presidente Palmieri, la ricollocazione del PUP di via dei Noci potrebbe essere utile a sanare una triste situazione di degrado generata dalla ditta Abbondanza nel nostro territorio (nel quartiere limitrofo di Tor Tre Teste). Tra l’altro la ditta Abbondanza è la stessa che ha generato la scandalosa situazione del PUP/Mercato di viale della Primavera, dove per una buona parte si è costruito, nella più completa illegalità e con la complicità di molti, su di un’area privata, la cui proprietà oggi si sta rivalendo sui cittadini titolari dei box e vittime ignare della cattiva gestione delle opere pubbliche. E’ questa una vicenda di cui lei sarà di certo a conoscenza e che a noi fa sorgere la richiesta di un impegno preciso da parte del Comune per un supporto costante al Municipio nella gestione delle opere pubbliche, soprattutto nelle fasi di controllo e gestione delle controversie.

In chiusura ci preme sottoporle brevemente le motivazioni che ci portano a chiedere la ricollocazione del PUP di Via dei Noci

Anzitutto va detto che il progetto del PUP di Via dei Noci nasce non con una sua specifica progettualità ma come ricollocazione di PUP previsti altrove. Infatti in esso convergono posti auto (box) per PUP progettati ma risultati non realizzabili sia in quartieri limitrofi (Via Ferraironi, piazza Gerardo Maiella) sia in zone di Roma molto lontane (Via M. Drago Mazzini alla Garbatella).

Se a ciò si aggiunge che esiste già un PUP a meno di 100 metri (Via dei Frassini) che ha box ancora invenduti dopo diversi anni dalla sua apertura e che contestualmente dei privati hanno recuperato e stanno mettendo in vendita una serie di box in uno stabile limitrofo alla zona del PUP di via dei Noci (a circa 50 metri), ci pare di poter affermare che questo PUP non risponda ad una valutazione di una reale esigenza degli abitanti della zona.

A fronte di questa carenza di progettualità che ci fa pensare al PUP di via dei Noci come ad un’opera inutile (come abbiamo sottolineato basta analizzare la situazione della zona e le carte del progetto) vi sono gli aggravi che esso comporta tra cui:

  1. l’espianto di 7 dei 13 platani pluridecennali che costituiscono un pregio della nostra via, che verrebbero sostituiti con piccoli alberi (che non gravino sui box interrati);
  2. la riduzione del reale numero di posti auto della zona insistendo il PUP anche su una serie di parcheggi auto regolamentati e non prevedendo posti a rotazione ma solo box privati;
  3. gli inevitabili disagi creati dalla cantierizzazione della zona (la cui durata sarebbe difficilmente quantificabile visto che per l’adiacente PUP di via dei Frassini i cantieri sono stati aperti circa 8 anni) che andrebbero a sommarsi ai disagi già subiti dai cittadini di via dei Noci prima per la presenza del mercato di Piazza dei Mirti poi per quella dei cantieri della Metro C aperti nel 2007 e non ancora chiusi.

Le segnaliamo infine che i cittadini di Via dei Noci e delle strade limitrofe, ma anche del quartiere tutto, si sono impegnati affinché, una volta ricollocato altrove il PUP, la strada venga riqualificata e trasformata in una piazza (il che sarebbe possibile in virtù delle sue ampie dimensioni), trasformazione tanto più necessaria per la carenza in zona di simili spazi di socializzazione. In tal senso, attraverso un percorso di progettazione partecipata, è stato realizzato e presentato alle istituzioni Municipali un progetto di massima della futura piazza.

Perché non succeda mai più

Pdc al parcheggio privato in deroga alla salvaguardia del Parco dell’Appia Antica

I lavori riguardano la costruzione di 60 box privati nel comprensorio  di una parrocchia (con annessi B&B, centri sportivi e asilo, tutti a pagamento)  in  deroga alle “Misure di salvaguardia del Parco Regionale dell’Appia Antica” grazie  ai poteri straordinari del Sindaco per l’emergenza traffico, ora decaduti, ma ancora vigenti all’inizio dell’iter del progetto. Poteri  che hanno permesso di considerare  anche questo un intervento, che insiste su un’area che lambisce il Parco,   “di interesse pubblico”  “in quanto indispensabile per affrontare l’emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nella città di Roma Capitale”…

Il Comprensorio della parrocchia del SS nome di Maria

L’intervento, inserito nel Piano Urbano Parcheggi 2007 di Veltroni (1), ha avuto parere favorevole del Dipartimento Urbanistica Ufficio Permessi di costruire (2)  e anche dell’Ente  Parco Regionale dell’Appia Antica,  che  il 25 luglio 2011 ha dato parere positivo “all’attivazione delle previste procedure di deroga” (3);  il  14 dicembre 2012 la presidente Polverini ha dato parere positivo in quanto il parcheggio rientra negli interventi che rivestono “carattere di interesse pubblico e di necessità e di urgenza, in quanto indispensabile per affrontare l’emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nella città di Roma Capitale” (sic!) (4)  e la Giunta Alemanno l’ha approvato il 5 aprile 2013, 5 cinque giorni prima dell’inizio del  periodo in cui sono consentite solo deliberazioni di ordinaria amministrazione.

Il  primo agosto  2013, il Dipartimento Mobilità – Ufficio Parcheggi del Comune ha dato il Permesso di costruire al Vicariato (5),  che vuol dire che dopo il parere definitivo della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Roma, legato all’esito delle  indagini archeologiche  preliminari, potrà partire il cantiere.

Il progetto del parcheggio   inizialmente prevedeva anche la “demolizione  e ricostruzione di fabbricati a servizio degli impianti sportivi della Parrocchia ricadenti nell’impianto di intervento“, che nel documento rilasciato il 1 agosto dal Dipartimento Mobilità vengono esclusi dal Permesso di costruire, ma che  sono comunque  citati in uno dei punti delle “prescrizioni”: “Prima dell’inizio dei lavori del parcheggio, dovrà essere trasmesso al Dipartimento Mobilità e Trasporti- Dipartimento Direzione Programmazione e attuazione Piano Parcheggi,  Strategie della Mobilità e collegati interventi emergenziali, ed a Municipio Roma VII, il titolo abilitativo previsto dalla normativa  urbanistica vigente, da richiedere presso i competenti  Uffici di Roma Capitale, in merito alla demolizione  e ricostruzione di fabbricati a servizio degli impianti sportivi della Parrocchia ricadenti nell’impianto di intervento”.

Nell’auspicare che l’assessore Improta, prima di autorizzare la conclusione di procedure  di interventi in corso, che potrebbero diventare “punti di non ritorno” a  causa del contenzioso che nascerebbe da successivi passi indietro dell’amministrazione, faccia un’attenta verifica della situazione, soprattutto degli interventi previsti in aree tutelate, bypassate grazie alla gestione commissariale della mobilità e dei parcheggi, gli poniamo  alcune  domande:

1)   Il Permesso di  Costruire non dovrebbe essere dato soltanto dopo le indagini archeologiche, soprattutto in un’area che confina e in  parte si sovrappone a un Parco archeologico di importanza mondiale?

2) A cosa si riferisce la  “demolizione  e ricostruzione di fabbricati a servizio degli impianti sportivi della Parrocchia ricadenti nell’impianto di intervento”? Sono previsti  aumenti di cubature e/o costruzioni fuori terra?

2)   Come è possibile che si classifichi come opera di interesse pubblico la realizzazione di box privati al servizio di attività commerciali come Bed & breakfast, centri sportivi e asilo a pagamento, seppure di proprietà ecclesiastica?

3)   Il Sindaco Marino ha fatto del Progetto Fori, ma anche dell’ipotesi di un grande Parco dell’Appia Antica, una delle colonne della sua campagna elettorale. Affrettare i tempi di un’ opera del genere, che va in deroga alla tutela del Parco dell’Appia, non le sembra una notevole contraddizione e un pericoloso precedente?

4)   Non è questo un esempio abbastanza clamoroso dell’uso distorto che si può fare dei poteri speciali e un motivo per accantonare per sempre la gestione commissariale della mobilità della Capitale?

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(1) codice intervento B1.1 -035 dell’OC 52 del 27 luglio 2007

(2) primo agosto 2011 e 17 agosto 2012

(3) Il parco regionale dell’Appia Antica  era  guidato, dal 13 agosto 2010, dal geologo  Federico Berardi, nominato commissario straordinario dopo le dimissioni del  Consiglio presieduto da Adriano La Regina. Il 27 luglio 2013 il presidente Zingaretti ha nominato commissario del Parco Mario Tozzi, un altro geologo (Dottore di Ricerca in Scienze della Terra, attualmente Primo Ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, che si occupa dell’evoluzione geologica del Mediterraneo), popolare protagonista di numerosi programmi televisivi su materie naturalistico/scientifiche.

(4) la ex governatrice del Lazio  aveva dato le  dimissioni a settembre  2013 Scarica il Decreto del Presidente della regione Lazio per la parrocchia SS Nome di Maria Decreto Presidente Regione Lazio SS.Nome di maria

(5) Scarica il Permesso di Costruire ss nome di maria 17768164-doc20130802085743

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