Il PUP di Piazza Manila: un “caso di scuola”

Per esporre le nostre obiezioni al parcheggio interrato al Flaminio, usiamo le parole messe nero su bianco  dalla stessa amministrazione, in una nota del settembre 2013, che non sappiamo quanto sia poi stata tenuta in considerazione…

Piazza manila 3 27 gennaio 2015

[siamo naturalmente a disposizione per pubblicare eventuali  precisazioni, correzioni o anche solo repliche che ci venissero sottoposte]

Noi sappiamo distinguere tra obiezioni amministrative, che riguardano la sfera delle procedure, e  rivendicazioni “politiche”, che riguardano controindicazioni di interesse pubblico e di  buon senso. Le prime sono supportate dai fatti, le seconde dalle opinioni. E se in quest’ultimo caso è giusto che chi è stato eletto si prenda la responsabilità delle scelte finali (“mettendoci la faccia” davanti ai cittadini), sul fronte amministrativo non ci devono essere eccezioni, né sulla trasparenza, né sul rispetto delle regole.

 Non abbiamo ancora fatto un nuovo accesso agli atti del parcheggio interrato di Piazza Manila, per cui  ci basiamo sempre  sui documenti da noi reperiti all’Ufficio Parcheggi più di un anno fa. Ma rileggendo quelle carte, ci ha confortato ritrovare in quel parere negativo del 18 settembre 2013 (il secondo, il primo già nel 2010) dell’Ufficio Pianificazione Mobilità e Infrastrutture del Dipartimento Urbanistica,  le stesse considerazioni  che abbiamo fatto noi, visionando il progetto. Cercheremo di procurarci presto  copia  degli  elaborati con le nuove  soluzioni progettuali, che – a una prima presa in  visione al Dipartimento Mobilità –  non ci sembra che abbiano risolto le numerose criticità segnalate da quell’Ufficio, anche se ormai pare che  una determinazione dirigenziale abbia  chiuso favorevolmente la conferenza dei servizi nell’aprile del 2014.  Noi apriamo la discussione con i motivi “di buon senso”e “tecnici” al tempo stesso, esposti  dall’Ufficio del Dipartimento Urbanistica, formulando alcune stringenti domande sulla opportunità e sulla  regolarità amministrativa:

Le sistemazioni superficiali. Secondo la nota dell’Ufficio Pianificazione Mobilità, l’area fa parte di un sistema a verde, in cui i giardini che dividono  Via Flaminia da Viale Tiziano, realizzati tra il 1926 e il 1938, hanno una storia che comincia  dall’inizio dell’800: “lo square centrale, in virtù di tale  valore storico e documentario è stato classificato dal PRG come “giardino storico configurato”(1), un vuoto che definisce l’identità urbana, in relazione alle caratteristiche di disegno e articolazione dello spazio”: “da questo deriva l’esigenza di collocare gli interventi “all’interno di specifici progetti unitari estesi all’intera area“, in assenza dei quali sono consentite esclusivamente le categorie di intervento ambientale“. Sempre secondo l’ufficio “il disegno proposto appare privo di coerenza, dettato dalle esigenze funzionali del sottostante parcheggio (in particolare per le griglie di aerazione), la diminuzione della superficie a verde di circa 350 mq (circa il 15% della superficie complessiva [interessata dall’intervento NDR]) nonché l’eliminazione della permeabilità dello strato vegetale per una porzione consistente del giardino, pregiudicando la possibilità di ricostruire la quinta arborea di dimensione analoga alla parte successiva del giardino”. LE DOMANDE: sappiamo che è in proposito è stato sollecitato il parere della Soprintendenza. Qual’è stato l’esito? Quale valore prescrittivo  hanno le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale e con quali autorizzazioni possono essere aggirate le indicazioni di un elaborato che, non a caso, si intitola “Sistemi e regole”?

Il giardino "degradato" con il Treebar sullo sfondo e, di fronte, la scuola elementare e media Guido Alessi

Il giardino “degradato” con il Treebar sullo sfondo e, di fronte, la scuola elementare e media Guido Alessi

L’accesso pedonale al giardino 

Pianta accesso PUP piazza Manila 2013

Tavola del progetto del PUP di Piazza Manila del luglio 2013

 Sempre lo stesso ufficio segnala una “forte penalizzazione  dell’accesso pedonale al giardino,  costituendo, per la presenza del tram sui due lati lunghi, la testata verso piazza Manila l’entrata principale al giardino pubblico: la soluzione proposta, per la configurazione della corsia a servizio degli accessi al parcheggio, il posizionamento dell’attraversamento pedonale e la ridotta dimensione del marciapiede, si ritiene incongruente con le necessarie condizioni di fruibilità al pubblico e in evidente contrasto con le finalità di mantenimento/ripristino del giardino configurato“. Ciò è particolarmente grave se si considera che a pochi metri, dall’altra parte della strada, c’è il complesso scolastico della Guido Alessi, con una scuola materna, una  elementare e una media. LE DOMANDE: esistono anche delle regole da rispettare a tutela dei pedoni? Qual’è l’interesse prevalente, quello delle  centinaia di bimbi che frequentano la scuola o quella di 84 privati che si possono permettere l’acquisto di un box?

Piazza manila 2 27 gennaio 2015

L’accesso carrabile  al parcheggio e la viabilità.  Nel progetto l’ingresso e l’uscita dal parcheggio  sono  collocati all’interno del giardino, con una sorta di “rotonda” intorno alla base del pino monumentale  sul lato di Piazza Manila, quello attraversato dal flusso di traffico che da Viale Pilsudski (cioè da Corso Francia e dai Parioli) si incanala verso il Lungo Tevere,  e dal flusso che da Viale Tiziano svolta a sinistra, sempre diretto verso il Lungo Tevere.  Una viabilità che secondo la nota è “classificata come principale urbana nel Sistema delle infrastrutture per la mobilità, elaborati G3 del Piano regolatore Generale (2),  e sulla quale, secondo il regolamento viario del Comune di Roma (3)  non è consentita l’apertura diretta di passi carrabili” . L’Ufficio quindi  conferma  il parere sul progetto precedente [dell’8 novembre 2010 NDR] con la motivazione che “la proposta attuale si limita a realizzare su Viale Tiziano una cordolatura e una nuova definizione  delle manovre…in sostanza utilizzando una corsia della viabilità pubblica ad uso dell’accessibilità al parcheggio, considerato che le auto che la utilizzeranno per il ritorno su via Flaminia saranno pochissime” e che “viene proposto in pratica un declassamento di una porzione di viabilità principale a strada locale, in modo da poter consentire l’apertura del passo carrabile, a scapito della capacità complessiva dell’attuale viabilità che vien di fatto privata di una corsia. E  se – come abbiamo avuto modo di constatare da un recente elaborato mostratoci al Dipartimento Mobilità –    fosse stato eliminato il cordolo su Viale Tiziano e  su Piazza Manila, il progetto potrebbe non rispettare  il  regolamento viario. Per inciso: nella Relazione sulla mobilità del “proponente” si afferma che la nuova disciplina del traffico proposta comporterà un “lieve peggioramento” con conseguenze irrilevanti sul livello del servizio complessivo. Ma il dipartimento replica che “tale argomentazione non tiene conto né della situazione attuale…né di possibili futuri utilizzi della strada ad uso pubblico… né di futuri scenari trasportistici“. LE DOMANDE: è possibile, e in quali circostanze, derogare al regolamento viario? Se il progetto è stato modificato  dopo il parere contrario dell’Ufficio Mobilità del Dipartimento Urbanistica, la nuova versione è stata di nuovo sottoposta al parere dell’ufficio?

Il percorso amministrativo. Oltretutto per l’intervento non è mai stata stipulata alcuna Convenzione tra proponente e Comune, né è mai stato mai oggetto – a quanto risulta dal sito del Comune – di una Ordinanza del Sindaco Commissario Straordinario per l’Emergenza Traffico e Mobilità (il regime commissariale per l’emergenza è scaduto il dicembre 2012). Quindi, secondo la nostra interpretazione del parere dell’Autorità Vigilanza Contratti Pubblici, ora Autorità Nazionale Anticorruzione, del giugno 2012, la concessione dovrebbe essere riconsiderata “nel rispetto delle procedure di evidenza pubblica previste dalle norme vigenti(2). Inoltre sembra sia stata completamente ignorata dall’amministrazione una fondamentale sentenza della Cassazione del 16 novembre 2011, che,  esprimendosi su un intervento in Via Panama, che pur non facendo parte del Piano Parcheggi comunale era stato avviato ai   realizzato ai sensi della legge 122/89 (“Legge Tognoli”) , fornisce una stringente interpretazione della   Legge Tognoli.,  che del Piano urbano Parcheggi è la base di partenza e la  colonna portante. Infatti la Cassazione  sottolinea  l’obbligo di collegamento tra gli edificando box pertinenziali  e   gli immobili ai quali è destinata la vendita, altrimenti si versa «in ipotesi di iniziativa speculativa». (> vai alla pagina con la sentenza e la nostra disamina ) 

L’ULTIMA DOMANDA: Se mettiamo su un piatto della bilancia lo sventramento di un giardino storico, la riduzione del verde, le difficoltà per l’accessibilità pedonale, il restringimento  di una strada pubblica di grande scorrimento  con le relative conseguenze negative sul traffico, il probabile rischio per la sicurezza stradale a  causa  delle modalità di accesso e uscita dal parcheggio, e sull’altro piatto la realizzazione di un’ottantina di box privati (solo 8 posti a rotazione),  in una zona piena di box invenduti  e  dove moltissimi parcheggi a raso (intorno allo stadio Flaminio) sono sempre semivuoti, l’interesse pubblico di questo parcheggio, dov’è?

Anna Maria Bianchi Missaglia portavoce Coord. Comitati NO PUP e Carteinregola

annaemmebi@gmail.com

Post scriptum: anche sul rischio esondazione al Flaminio, a quanto pare,  non è cambiato molto, perché non ci risulta che sia stato collaudato il muretto di sponda e sappiamo per certo che non c’è stata alcuna deperimetrazione dell’area, classificata a rischio R3 dal Piano di Assetto Idrogeologico, che comporta il divieto di costruire nuovi  locali interrati. Si veda in proposito le note dell’ARDIS (Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo) e dell’ABFT (Autorità di Bacino del Fiume Tevere) del settembre 2013 (3)

Il muretto di sponda tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio

Il muretto di sponda tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio

(1) NTA PRG 

Art.42. Spazi aperti della Città storica

1.Sono Spazi aperti della Città storica tutte le componenti che costituiscono il sistema dei “vuoti” e che, unitamente con le parti costruite, in ragione della riconoscibilità, della compiutezza storico-morfologico-architettonica e della connotazione dei caratteri orografici ed ecologico-ambientali, partecipano alla definizione dell’identità urbana.

2. Gli Spazi aperti della Città storica sono individuati nell’elaborato 2.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:5.000, e sono articolati nelle tipologie così definite:

a) Giardini configurati: si intendono gli spazi aperti che, per caratteristiche di disegno, articolazione dello spazio, riferimento morfologico-funzionale per i tessuti edilizi prospicienti, rappresentano componenti strutturanti e riconoscibili della Città storica;

(…)

3.Gli elementi di cui ai punti a), b), d), e) di cui al precedente comma 2 sono accorpati nell’elaborato 3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000, sotto una unica voce Spazi aperti, con destinazione a verde pubblico.

(…)

5. Negli Spazi aperti di cui al precedente comma 2, oltre agli interventi di categoria MO, MS e RC, sono ammessi interventi di categoria RE1 e DR1, come definiti dall’art. 36, commi 4 e 5, in base alle diverse caratteristiche degli edifici o impianti esistenti, nonché le categorie d’intervento ambientale cui all’art. 10*. In caso di interventi di categoria VLA, come definita dall’art. 10, comma 6, sono consentiti, con modalità attuativa indiretta, interventi di nuova edificazione o di ampliamento fino a un indice territoriale ET di 0,05 mq/mq, per le attrezzature di cui all’art. 85, lett. d) ed e). Per gli edifici esistenti sono consentite le destinazioni, anche a gestione privata, di cui all’art. 85.

6.Gli interventi che necessitano di titolo abilitativo sono individuati e regolati da specifici progetti unitari estesi all’intera area, predisposti dal Comune o dai proprietari. In assenza di tali progetti unitari, sui fabbricati e impianti non sono consentiti cambi di destinazione d’uso e frazionamenti delle unità immobiliari; sulle aree scoperte, sono consentiti esclusivamente le categorie di intervento ambientale, di cui all’art. 10.

* Art. 10. Categorie di intervento ambientale

1.Gli interventi paesaggistico-ambientali si articolano in sei categorie:

  • a) Risanamento ambientale
  • b) Ripristino ambientale
  • c) Restauro ambientale
  • d) Mitigazione d’impatto ambientale
  • e) Valorizzazione ambientale
  • f ) Miglioramento bio-energetico

SI VEDANO ANCHE TUTTI I MATERIALI sul sito del Dipartimento Urbanistica riproposti per il  Progetto Città della Scienza che riportiamo in calce**

(2) Elaborato A3 del PUF (Piano Urbano Flaminio)

PUF flaminio moiblità 2

 

(PARTICOLARE DI PIAZZA MANILA, SULLA DIRETTRICE ROSSA CHE DA CORSO FRANCIA  COSTEGGIA LO STADIO FLAMINIO, INCROCIA VIALE TIZIANO E VIA FLAMINIA IN  PIAZZA MANILA, E  POI PROSEGUE SU  VIA FRACASSINI FINO AL LUNGO TEVERE

PUF flaminio moiblità 1

_______________________________________________________________

(3) scarica PGTU 2005 regolamento_viario_urbano_roma (pag.121)

(4) Deliberazione n. 57 Adunanza 30 maggio 2012 del  18 giugno 2012 

(5) IL Flaminio è classificato nel PAI, Piano di Assetto Idrogeologico, a rischio R3, cioè “rischio elevato” “Quando sono possibili problemi per l’incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici ed alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, l’interruzione della funzionalità delle attività socioeconomiche e danni rilevanti al patrimonio ambientale

Art. 10 – Disciplina delle aree a rischio geomorfologico elevato (R3) 
1 )   Nelle aree a rischio elevato (R3) valgono le stesse disposizioni di cui al comma 1 dell’articolo precedente*** e sono altresì consentiti:

  • a) gli interventi di adeguamento igienico-funzionale degli edifici esistenti, ove necessario, per il rispetto della legislazione in vigore anche in materia di sicurezza del lavoro, connessi ad esigenze delle attività e degli usi in atto;
  • b) l’ampliamento o la ristrutturazione delle infrastrutture pubbliche o di interesse pubblico esistenti, purché compatibili con lo stato di dissesto esistente.

 

Art. 12 – Disciplina delle aree a rischio molto elevato (R4) ed elevato (R3) 

1 )   Nelle aree a rischio idraulico molto elevato (R4) ed elevato (R3) sono esclusivamente consentiti:

a) Gli interventi di demolizione senza ricostruzione da autorizzarsi ai sensi dell’articolo 5 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37;

 

b) Gli interventi sul patrimonio edilizio esistente di manutenzione ordinaria e straordinaria, gli interventi di restauro e risanamento conservativo e gli interventi di ristrutturazione edilizia parziale degli edifici (con esclusione pertanto della loro totale demolizione e ricostruzione) così come previsto dall’articolo 20, comma 1, lettere a), b), c) e d) della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71;

c) Gli interventi volti a mitigare la vulnerabilità degli edifici esistenti e a migliorare la tutela della pubblica incolumità, senza aumenti di superfici e volume, anche con cambiamenti di destinazione d’uso;

d) Gli interventi necessari per la manutenzione ordinaria, straordinaria e di consolidamento delle opere infrastrutturali e delle opere pubbliche e di interesse pubblico e gli interventi di consolidamento e restauro conservativo di beni di interesse culturale, compatibili con la normativa di tutela;

e) Interventi di adeguamento del patrimonio edilizio esistente per il rispetto delle norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro e di abbattimento di barriere architettoniche;

f) Gli interventi di difesa idraulica per la mitigazione o riduzione del rischio idraulico.

 

***Art. 9 – Disciplina delle aree a rischio geomorfologico molto elevato (R4) 

1 )   Nelle aree a rischio molto elevato (R4), sono esclusivamente consentiti:

  • a) Gli interventi di demolizione senza ricostruzione, da autorizzarsi ai sensi dell’articolo 5 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37;
  • b) Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, gli interventi di restauro e risanamento conservativo e gli interventi di ristrutturazione edilizia parziale degli edifici che non comportino delle modifiche strutturali (con esclusione pertanto della loro demolizione totale e ricostruzione), così come definiti dall’articolo 20, comma 1, lettere a), b), c) e d) della legge regionale 27 dicembre 1978 n.71;
  • c) Gli interventi volti a mitigare la vulnerabilità degli edifici esistenti e a migliorare la tutela della pubblica incolumità, senza aumenti di superficie e volume e cambiamenti di destinazione d’uso che comportino aumento del carico urbanistico;
  • d) Gli interventi necessari per la manutenzione ordinaria, straordinaria e di consolidamento delle opere infrastrutturali e delle opere pubbliche o di interesse pubblico e gli interventi di consolidamento e restauro conservativo di beni di interesse culturale, compatibili con la normativa di tutela;
  • e) Le occupazioni temporanee di suolo, da autorizzarsi ai sensi dell’art. 5 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37, realizzate in modo da non recare danno o da risultare di pregiudizio per la pubblica incolumità;
  • f) Gli interventi di consolidamento per la mitigazione del rischio di frana;
  • g) Gli interventi di adeguamento del patrimonio edilizio esistente per il rispetto delle norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro e di abbattimento di barriere architettoniche.

mappa-esondazione-flaminio-light

 

 Abft manila 1Abft manila 2

Ardis Manila 1

*Ardis Manila 2

**Il Quartiere della Città della Scienza – Il Progetto Urbano Flaminio

puf-aerea-ico Nell’aprile del 2002 il Dipartimento VI del Comune di Roma avvia la procedura del “Progetto Urbano” per l’area del Flaminio-Foro Italico, investita in breve tempo da una molteplicità di progetti e programmi che necessitano di un coordinamento che li ponga in coerenza tra loro, e ne verifichi “ la sostenibilità urbanistica, ambientale, economica e sociale”.
Le attività relative alla redazione del Progetto Urbano Flaminio-Foro Italico si concludono nell’ottobre del 2002 con la redazione di un documento di indirizzo denominato “Progetto Urbano Flaminio-Foro Italico – Obiettivi e strategie di intervento”. Il documento è recepito dalla Giunta Comunale l’11 febbraio 2003 (Decisione G.C. n.27 del 11.02.2003) quale atto propedeutico alla successiva approvazione da parte del Consiglio Comunale.

Nei mesi successivi all’approvazione in Giunta Comunale si svolgono incontri con i cittadini, le associazioni di quartiere ed i Municipi, per discutere i contenuti del documento di indirizzo. In particolare, l’Assessorato all’Urbanistica promuove il “Forum Flaminio” quale strumento di progettazione partecipata, che consentirà di acquisire suggerimenti, pareri e proposte integrative su tutto l’ambito del Flaminio. Sulla base delle risultanze dei suddetti incontri e delle indicazioni emerse dal “Forum Flaminio” la II Commissione Consiliare Permanente LL.PP. e Mobilità propone una serie di emendamenti al documento precedentemente approvato dalla Giunta Comunale.

Il 6 ottobre 2005 il Consiglio Comunale, con deliberazione n. 249, approva il “Progetto Urbano Flaminio-Foro Italico”.

Il Progetto Urbano Flaminio-Foro Italico conferma le indicazioni già contenute nel PRG per l’Ambito di programmazione strategica “Flaminio-Fori-EUR”, fornendo un esame di dettaglio delle diverse questioni in gioco con l’apporto di nuovi elementi di conoscenza e riflessione.
I suoi contenuti fondamentali sono: riqualificazione dell’asse Guido Reni-De Coubertin, del Villaggio Olimpico e del Foro Italico, connessione ambientale della direttrice Monte Mario-Villa Glori, potenziamento del trasporto pubblico con incremento della pedonalità in tutta l’area. Alle suddette indicazioni il PUF aggiunge la riqualificazione dell’area di Piazza Mancini, oltre ad una particolare attenzione per il recupero e la riqualificazione degli spazi pubblici del tridente Flaminio e del Villaggio Olimpico. Inoltre, particolare importanza detiene l’asse storico di via Flaminia, di cui si propone la riqualificazione come direttrice prevalentemente pedonale e ciclabile, oltre che tranviaria, con ridimensionamento e razionalizzazione della viabilità veicolare privata, in modo da poter disporre di nuovo di una passeggiata d’ingresso a Campo Marzio, da collegare con il tratto dell’antico tracciato romano di Tor di Quinto.

In relazione ai dati storico-strutturali emergenti dell’area, ai dati sullo stato di fatto, alle problematiche e alle criticità rilevabili, il PUF individua alcuni particolari “sistemi urbani unitari”, ambiti all’interno dei quali sono ricomprese, a vario titolo, tematiche riconducibili al medesimo sistema di relazioni o a categorie progettuali omogenee. I sistemi individuati sono:

1.    Asse storico Piazza del Popolo-Ponte Milvio;
2.    Direttrice Monte Mario-Villa Glori;
3.    Area del Villaggio Olimpico;
4.    Area di Piazza Mancini;
5.    Area del Foro Italico-Ministero degli Esteri;
6.    Borghetto Flaminio;
7.    Valle Giulia;
8.    Pendici e margini naturalistici-rupi dei Monti Parioli e di Villa Glori;
9.    Sponde e argini del Tevere da Ponte Matteotti a Ponte Flaminio.

Le linee strategiche fondamentali del Progetto Urbano Flaminio-Foro Italico posso essere sintetizzate come segue:
1.    il completamento e il rafforzamento della struttura urbana;
2.    la riqualificazione dell’esistente;
3.    la congruenza reciproca degli interventi in programma, in un quadro generale di sostenibilità e di recupero del grande sistema ambientale dell’area.

 

Relazione
relaz-ico Obiettivi e strategie d’intervento – Relazione (f.to Pdf – Mb 4,90)
pezza-140 A. Elaborati di Analisi
elabA-ico A.1 – Sintesi delle trasformazioni attuate e previste (f.to Pdf – Mb 6,11)

 

A.2 – La Rete del trasporto pubblico (di prossima pubblicazione)

 

A.3 – La Rete del trasporto privato e il sistema della sosta (f.to Pdf – Mb 7,10)     P. Elaborati di ProgettoelabP-ico P.1 – Le strategie d’intervento (f.to Pdf – Mb 3,24)

 

P.2 – La Rete del trasporto pubblico (di prossima pubblicazione)

 

P.3 – La Rete del trasporto privato (f.to Pdf – Mb 5,87)     S. Elaborati di SintesielabS-ico S.1 – I sistemi urbani unitari (f.to Pdf – Mb 6,11)

 

S.2 – Gli obiettivi (f.to Pdf – Mb 3,23)     Allegatiallegati-ico Allegato 1.1 – Piano territorale paesistico – Amb. terr. 15/8 (f.to Pdf – Mb 24,84)

Allegato 1.2 – Piano Regolatore Generale 1965 (f.to Pdf – Mb 10,46)

Allegato 1.3 – Piano delle Certezze (f.to Pdf – Mb 1,26)

Allegato 1.4 – Variante Verde e Servizi (f.to Pdf – Mb 1,28)

Allegato 1.5 – Piano Particolareggiato n. 30 B/D (f.to Pdf – Mb 6,24)

Allegato 1.6 – Varianti “Mondiali 1990” (f.to Pdf – Kb 606)

Allegato 1.7 – P.G.T.U. (f.to Pdf – Mb 12,13)

Allegato 2.1 – PRG adottato – Sistemi e Regole (f.to Pdf – Mb 11,09)

Allegato 2.2 – Carta per la Qualità – Elab. A (f.to Pdf – Mb 12,05)

Allegato 2.3 – Carta per la Qualità – Elab. B (f.to Pdf – Mb 10,89)

Allegato 2.4 – Carta per la Qualità – Elab. C (f.to Pdf – Mb 8,78)

Allegato 2.5 – Ambito di Programm. Strat. “Flaminio – Fori – Eur” (f.to Pdf – Kb 702)

Allegato 2.6 – Ambito di Programm. Strat. “Tevere” (f.to Pdf – Kb 706)

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http://www.comitatinopup.it http://www.youtube.com/user/NOPUPTV
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