Rispondiamo agli attacchi sul PUP di Piazza Manila

Repubblica Manila interv. Galvani 24 gennaioOggi  (24 GENNAIO 2015) su Repubblica è uscita  un’ intervista alla imprenditrice Galvani, proponente del parcheggio interrato di Piazza Manila, che contesta alcune mie affermazioni  pubblicate il giorno prima. Metto in calce la richiesta di rettifica che ho  inviato al quotidiano, con le relative “pezze d’appoggio”,  da cui si evince chi stia dalla parte della veritàCon la promessa di effettuare al più presto un nuovo accesso agli atti per verificare direttamente se è davvero stata cancellata la corsia dedicata al parcheggio che restringeva la viabilità pubblica sul trafficato viale Tiziano a esclusivo vantaggio degli 84 potenziali  proprietari dei costruendi  box privati, quella che secondo l’imprenditrice non è mai stata prevista dal progetto (e che invece è ben visibile nell’elaborato sotto riportato del luglio 2013,  e oggetto di un doppio  parere negativo degli uffici comunali preposti).

rampa di accesso al pup di piazza manila da progetto  del 16 luglio 2013

iale Tiziano: metà della corsia di sinistra,  nel progetto iniziale (ora non sappiamo),  doveva diventare la rampa di accesso al parcheggio interrato di Piazza Manila

Viale Tiziano: metà della corsia di sinistra, nel progetto iniziale (ora non sappiamo), sarebbe diventata di esclusivo uso dei proprietari  dei box, per accedere alla rampa  al parcheggio interrato di Piazza Manila

Rispetto al rischio idrogeologico al Flaminio, dobbiamo contraddire ancora una volta la progettista/costruttrice. Infatti sul famoso “muretto di sponda” (non “una diga”!)  alto  circa 1 metro, posto sul Lungo Tevere Salvo D’Acquisto,  tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio (vedi foto), ne sappiamo parecchio,  essendo stati proprio noi quelli che ne hanno sollecitato la costruzione, programmata e mai attuata da anni. Tuttavia ci risulta che la deperimetrazione dal PAI (Piano di Assetto Idrogeologico)  del Flaminio dall’area a rischio R3 (che esclude la realizzazione di locali interrati) non sia ancora avvenuta, e neanche  che l’ARDIS (Agenzia Regionale Difesa del Suolo) abbia fatto la relativa domanda dopo il necessario collaudo (nel progetto del muretto, in nostro possesso, il passaggio di fascia di rischio è sottomesso ad alcune verifiche tecniche, il cui esito non viene dato per scontato).

copertina dossier esondazione flaminio 2012Per approfondimenti rimandiamo al dossier consegnato da Cittadinanzattiva Flaminio e comitati NO PUP alla Commissione Sicurezza di Roma Capitale nell’aprile 2012 ( scarica il dossier :  PARCHEGGI INTERRATI AL FLAMINIO  3 aprile 2012)

Quanto all'”ideologia” che guiderebbe la contrarietà dei cittadini al parcheggio interrato, è quella dell’interesse pubblico prevalente, considerando vantaggi e svantaggi. Per quanto riguarda la necessità di ricavare nuovi spazi per la sosta nella zona,  basti dire che chiunque passi  a qualsiasi ora accanto all’ingresso dello Stadio Flaminio, dall’altra parte della strada del previsto garage, può constatare che – a parte una mattina a settimana in cui si tiene un  mercatino –  decine di parcheggi anche gratuiti  che da Piazza Manila lungo il  viale circondano tutto lo stadio fino a viale De Coubertin,  sono sempre semivuoti, come le decine di  parcheggi a pagamento sotto e vicino all’Auditorium.

Pianta accesso PUP piazza Manila 2013

E se il progetto  fosse ancora quello che abbiamo visionato un anno fa,   di cui  pubblichiamo alcune immagini, l’accesso alla rampa, oltre a rubare  una corsia al traffico, ci sembra che  renderebbe difficoltoso  anche l’accesso dei bambini della prospiciente scuola Guido Alessi (materna, elementare, media con  biblioteca di quartiere annessa)  al giardinetto, perché restringerebbe  lo spazio pedonale dell’unico lato libero, dato che gli altri due sono protetti dalle barriere della linea tranviaria che percorre in un senso la via Flaminia e nell’altro viale Tiziano. Un intervento che può essere utilizzato  come una significativa metafora del fallimento del PUP: anziché risolvere i problemi del traffico li aggrava, anziché valorizzare uno spazio pubblico lo rende difficilmente accessibile, e soprattutto sacrifica parte degli alberi (in parte abbattuti in parte spostati) di un’area verde tutt’altro che degradata (i più mondani conosceranno il famoso “Tree bar”- un nome significativo – i cui gestori curano con dedizione  il giardino circostante). Il tutto per costruire 84  box privati (e solo 8 posti a rotazione) che – considerando l’invenduto dei parcheggi in zona – non è neanche certo che saranno utilizzati da qualcuno. Ma l’interesse pubblico di questo parcheggio, dov’è?

Il giardino "degradato" con il Treebar sullo sfondo e, di fronte, la scuola elementare e media Guido Alessi

Il giardino “degradato” con il Treebar sullo sfondo e, di fronte, la scuola elementare e media Guido Alessi

Post scriptum: ebbene sì, in un’imprecisione nell’intervista, ci sono caduta, su Lungo Tevere Arnaldo da Brescia: non siamo contro quel parcheggio, il cui cantiere giace nel degrado abbandonato da anni, ma  siamo invece molto preoccupati per i platani di Lungotevere Flaminio, dove è previsto un altro parcheggio 

Anna Maria Bianchi annaemmebi@gmail.com

dal documento del settembre 2013 fotocopiato dall'Ufficio Parcheggi

dal documento del settembre 2013 fotocopiato dall’Ufficio Parcheggi

Gentile Caporedattore di Repubblica Roma,

ringraziandola  per aver dato la parola ai comitati che rappresento sulla complessa problematica del PUP, peraltro riportata correttamente, le chiedo però di voler pubblicare la mia risposta alle gravi contestazioni che oggi mi sono state rivolte sul suo giornale  dalla imprenditrice Galvani, poiché  mi ha citato con nome e cognome e  ha messo in discussione pubblicamente la mia serietà nel dare informazioni. Infatti, pur avendo premesso a Cecilia Gentile durante l’intervista telefonica che le mie affermazioni si riferivano all’ultimo accesso agli atti, effettuato dai rappresentanti di Cittadinanzattiva Flaminio più di un anno fa, e che quindi non ero sicura che il progetto del parcheggio non fosse stato recentemente modificato, poiché la Galvani afferma  che “la rampa –  di accesso al parcheggio  – non è MAI stata prevista sulla corsia di Viale Tiziano” posso  con certezza affermare che ciò non corrisponde al vero, in quanto, come si evince dai documenti che allego e che posso fornire in qualsiasi momento in originale, da me avuti  tramite accesso agli atti effettuato presso l’ufficio Parcheggi di largo Loria 3 a Roma circa un anno fa,  è previsto il restringimento  della carreggiata di una strada ad alto scorrimento come  viale Tiziano per permettere l’accesso al parcheggio privato (su suolo pubblico). E questa soluzione progettuale non solo era prevista nell’elaborato  iniziale  ma addirittura è stata riproposta  tal quale, nonostante un  primo parere negativo del Dipartimento urbanistica, anche nella seconda versione del progetto, nuovamente contestata nel parere  espresso il  18 settembre 2013 (prot. 90674) dall’Ufficio Pianificazione Mobilità e Infrastrutture del Dipartimento.

Per quanto riguarda il rischio idrogeologico,  ben sono a conoscenza del fatto che, poiché il Flaminio è classificato nella fascia di rischio idrogeologico  R3 del  PAI (Piano di Assetto Idrogeologico, che prevede tra l’altro il divieto di realizzare locali interrati),   un paio di anni fa è stato realizzato il famoso “muretto di sponda” (non “una diga”!)  alto  circa 1, 20 m, nel tratto del  Lungo Tevere Salvo D’Acquisto,  tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio,  perché proprio il mio comitato ne ha sollecitato la costruzione, programmata e mai attuata da anni.

Tuttavia ci risulta che la deperimetrazione dalle aree a rischio  del PAI (Piano di Assetto Idrogeologico)  del Flaminio non sia ancora avvenuta, e neanche  che l’ARDIS (Agenzia Regionale Difesa del Suolo) abbia fatto la relativa domanda dopo il necessario collaudo (nel progetto del muretto, in nostro possesso, la deperimetrazione è sottomessa ad alcune verifiche tecniche, il cui esito non viene dato per scontato).

mappa-esondazione-flaminio-light

La mappa del rischio esondazione (in azzurro il rischio R3)

Contando sul fatto che il giornale vorrà darmi l’opportunità di tutelare la mia onorabilità e la credibilità dei comitati che rappresento le auguro buon lavoro
Anna Maria Bianchi

> vai al nostro articolo  sul rischio esondazione al Flaminio e il muretto di sponda

Il muretto di sponda tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio

Il muretto di sponda tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio

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