I COMITATI NO PUP A VANNINI: “BASTA ACCUSE INGIUSTIFICATE”

I COMITATI NO PUP A VANNINI: “BASTA ACCUSE INGIUSTIFICATE”

In un comunicato le 20 febbraio Alessandro Vannini, cosnigliere delegato ai parcheggi del Sindaco, dice: «Sono indignato dall’atteggiamento di certa stampa e di una parte dell’opinione pubblica, tenuto nei confronti del Piano Urbano Parcheggi. In alcuni casi si arriva persino ad accusare in modo indiscriminato questa amministrazione ed addirittura i suoi uffici tecnici. I funzionari e gli impiegati dell’ufficio della programmazione dei parcheggi di Roma Capitale sembrano essere considerati dall’opinione pubblica o dai comitati di quartiere come nemici della cosa pubblica”.

Onorevole Vannini, di che cosa (e di chi) parliamo? A cosa si riferisce quando parla di “certa stampa” e di una parte di opinione pubblica che arriva addirittura ad accusare i funzionari dell’ufficio programmazione dei parcheggi? Quali “comitati di quartiere” li considerano nemici della cosa pubblica? Non certo il nostro Coordinamento dei Comitati NO PUP, che ormai da tempo ha intavolato un rapporto di dialogo e collaborazione con l’Ufficio della Sosta, tanto che le nuove linee guida redatte dall’Ordine dei geologi e dalla Sigea insieme agli uffici tecnici del Comune di Roma recepiscono e superano richieste inoltrate dal Coordinamento ormai quasi un anno fa. E solo un paio di settimane orsono abbiamo rivolto al Sindaco la richiesta di raggruppare di nuovo in un unico ufficio – quello della sosta – la supervisione su tutti i parcheggi sotterranei di Roma, compresi quelli su aree private, per garantire a tutti i cittadini una vigilanza altamente qualificata. Se invece si riferisce alle questioni sollevate dal nostro Coordinamento nei confronti del direttore dell’Ufficio Emergenza Traffico e Mobilità, le nostre ci sembrano obiezioni più che giustificate – il possibile conflitto di interessi a causa di un coniuge del direttore progettista di Pup – e soprattutto riteniamo che non possano essere definite accuse indiscriminate, dato che si tratta di questioni sollevate in luoghi istituzionali deputati, come la Commissione Patrimonio, che tra l’altro non le ha ritenute affatto ingiustificate, tanto che le ha recepite e indirizzate agli uffici competenti per approfondimento.

Quanto al “denigrare” il Piano Urbano Parcheggi, troviamo quanto meno curiosa al scelta del termine, in quanto in genere si denigra una persona, un “piano” caso mai si critica. E in questo caso più che di una critica si tratta di una constatazione, che non si vede dove dovrebbe essere offensiva, dato che si limita a sottolineare che nelle altre città il Piano Parcheggi è stato attuato attraverso una gara pubblica, mentre a Roma no. Il fatto che il Piano della Capitale sia nato tra il 1990 e 1991, molto prima che Alemanno diventasse sindaco e Vannini stesso consigliere anche solo municipale, anziché suscitare levate di scudi, dovrebbe permettere al nostro delegato ai parcheggi un sereno bilancio dell’esperienza al fine di correggere quegli errori peraltro ormai universalmente dichiarati dallo stesso Vannini e dal suo predecessore Aurigemma in più di un’occasione pubblica (e anche da molti esponenti della precedente maggioranza che ha gestito il piano in questi vent’anni).

Dice ancora Vannini: “Sono altresì convinto che ci sia la necessità di realizzare da parte dell’amministrazione comunale parcheggi pubblici gestiti dallo stesso e qualcosa in tal senso si è fatto e si sta facendo con gli ultimi fondi di Roma Capitale, terminati i quali non avremo più alcuna possibilità, se non cercare di sfruttare le sinergie tra pubblico e privato”. La problematica non la affronteremo qui perché è molto più complessa (rimandiamo al nostro libro “Non chiediamo al luna”). Basti dire che prima di cercare “sinergie tra pubblico e privato” sarebbe importante che il “pubblico” cercasse di mettere a fuoco cosa serve al “bene pubblico” e fare i suoi piani di conseguenza, eventualmente avvalendosi del supporto privato. Qui siamo all’opposto: fino a oggi sono stati i privati a proporre al pubblico dove e come fare i parcheggi. Forse sarebbe ora di cambiare (e lo sa bene Vannini, dato che ha già annunciato a più riprese che verranno affidati all’università nuovi studi sulla sosta …)

En passant: Vannini sostiene che “da poco” hanno [l’attuale amministrazione] “modificato la realizzazione dei parcheggi inseriti nel Pup che prevedevano la realizzazione di soli box, riservando almeno il 30% a posti auto a rotazione”. E’ però un merito che non spetta a questa amministrazione: il 30% di rotazionale era già stato ampiamente inserito dalle ultime ordinanze Veltroni. A questa giunta riconosciamo però l’abrogazione dello sventramento del Pincio, per cui saremo eternamente riconoscenti, anche se è un po’ pochino, per un partito che prima di andare alla guida della città battagliava con i cittadini contro il PUP del centrosinistra.

Infine queste sono le parole che ci piace sentire: “Sarà importante quindi, proseguire con il PUP di Roma Capitale, modificando lo schema di convenzione, nel senso di garantire maggiore trasparenza per i cittadini e residenti , sicurezza per gli stabili, rispetto per l’ambiente” e siamo anche d’accordo sulla necessità di dare “una certezza dei tempi e dei percorsi amministrativi per i costruttori, eliminando così quel sistema di cantieri aperti ed inoperosi che diventano ulteriore fonte di degrado e permettano ai tanti lavoratori impegnati di mantenere il posto in tempi economici così difficili” . Ci mancherebbe. Quanto all’ “estrema importanza di trasformare il Pup nel piano strategico della mobilità, che avrà il compito di individuare per il futuro quelle aree che realmente necessitino di parcheggi in una strategia globale della sosta», come ben sa Vannini, sono due anni che lo chiediamo.
Bene, queste sono le uniche cose che ci interessano. Non ci interessa usare strumentalmente la nostra battaglia per colpire Caio o per avvantaggiare Tizio. Non ci interessa attaccare la pubblica amministrazione, che è il nostro interlocutore privilegiato (anzi, unico), non ci interessa salire alla ribalta dei giornali e dell’opinione pubblica. Vogliamo solo difendere i nostri diritti e quelli del bene pubblico.
Come vede, Onorevole Vannini, ci attacca per cose che non c’entrano nulla con noi e vorremmo che in futuro giudicasse solo in base alle nostre parole e ai nostri fatti. Noi sorvoleremo pazientemente anche questa volta sulle sue accuse ingiustificate, ma ci auguriamo che prima o poi accanto alle parole, cominciasse anche lei a mettere dei fatti.

PUP, VANNINI (PDL): «BASTA ACCUSE INGIUSTIFICATE»

(OMNIROMA) Roma, 20 FEB 2012 Sono indignato dall’atteggiamento di certa stampa e di una parte dell’opinione pubblica, tenuto nei confronti del Piano Urbano Parcheggi. In alcuni casi si arriva persino ad accusare in modo indiscriminato questa amministrazione ed addirittura i suoi uffici tecnici. I funzionari e gli impiegati dell’ufficio della programmazione dei parcheggi di Roma Capitale sembrano essere considerati dall’opinione pubblica o dai comitati di quartiere come nemici della cosa pubblica. Posso invece testimoniare come delegato al Pup di Roma Capitale quanto alacre e delicato è il lavoro svolto instancabilmente con serietà e professionalità dagli stessi. A coloro che continuano a denigrare l’attuazione del Piano Urbano Parcheggi, sostenendo che deve essere fatto un bando di gara per ottenere il permesso di costruire, che servono parcheggi pubblici e non privati, ricordo che il Piano nasce tra il 1990 e 1991, a seguito di 2 bandi attraverso cui furono presentati circa 2000 progetti, dei quali poi, ne vennero approvati poco più di 700. Ci tengo a sottolineare come tali opere realizzate da privati siano giustamente definite ‘di interesse pubblico visto che dopo 90 anni rientrano nella disponibilità del Comune ed obbligano i costruttori a riqualificare la superficie del parcheggio eliminando spesso situazioni di degrado. I costruttori sono inoltre tenuti a versare oneri concessori direttamente al Municipio di appartenenza, per realizzare opere pubbliche sul territorio«. Lo dichiara in una nota Alessandro Vannini delegato del sindaco Alemanno al Piano Urbano Parcheggi, che aggiunge: »Sono altresì convinto che ci sia la necessità di realizzare da parte dell’amministrazione comunale parcheggi pubblici gestiti dallo stesso e qualcosa in tal senso si è fatto e si sta facendo con gli ultimi fondi di Roma Capitale, terminati i quali non avremo più alcuna possibilità, se non cercare di sfruttare le sinergie tra pubblico e privato.

Da poco per esempio, abbiamo modificato la realizzazione dei parcheggi inseriti nel Pup che prevedevano la realizzazione di soli box, riservando almeno il 30% a posti auto a rotazione. Sarà importante quindi, proseguire con il Pup di Roma Capitale, modificando lo schema di convenzione, nel senso di garantire maggiore trasparenza per i cittadini e residenti , sicurezza per gli stabili, rispetto per l’ambiente, ma anche una certezza dei tempi e dei percorsi amministrativi per i costruttori, eliminando così quel sistema di cantieri aperti ed inoperosi che diventano ulteriore fonte di degrado e permettano ai tanti lavoratori impegnati di mantenere il posto in tempi economici così difficili. Penso ai parcheggi interrati non come un rischio per gli edifici, per le condotte fognarie e i rinvenimenti archeologici, ma come risorsa per il territorio anche in termini di consolidamento delle strutture, opportunità di intervento di riparazione su condotte obsolete, o su falde acquifere che se non incanalate possono provocare danni agli edifici, ed infine come scoperta e valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico ipogeo. Per questo motivo torno a sottolineare l’estrema importanza di trasformare il Pup nel piano strategico della mobilità, che avrà il compito di individuare per il futuro quelle aree che realmente necessitino di parcheggi in una strategia globale della sosta>>.

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