IL RAGIONAMENTO DELL’ON. VANNINI NON FA UNA PIEGA, MA LA REALTA’ HA TROPPE PIEGHE…

LA RISPOSTA DEL COORDINAMENTO DEI COMITATI NO PUP SU VIALE AGRICOLA:

Sulle argomentazioni del comunicato del nuovo consigliere delegato ai parcheggi (VEDI SOTTO) teoricamente non ci sarebbe molto da eccepire. Eppure questa è l’ennesima dimostrazione della distanza siderale che può esserci tra le scelte dell’amministrazione e il sentire dei cittadini, tra la correttezza formale e la giustizia reale.
Perché, al di là delle polemiche partitiche (da cui ci tiriamo fuori, dato che da sempre, come Coordinamento dei comitati NO PUP, non perdiamo occasione di ribadire la pressoché totale continuità tra il Piano Parcheggi di Alemanno e quello delle precedenti amministrazioni di centrosinistra), ci sono molti aspetti – a Viale Agricola come altrove – che “gridano vendetta”, a partire proprio dallo schema di convenzione a cui si appella Vannini, che, a un’analisi più attenta, si rivela uno strumento che dà qualche garanzia al Comune e al costruttore, ma praticamente nessuna ai cittadini. Basti pensare che la Convenzione prevede che il concessionario stipuli assicurazioni per gli edifici limitrofi, senza però prevedere alcun soggetto preposto al controllo della loro congruità (infatti nella maggior parte dei casi i massimali sono totalmente inadeguati).E non prevede neppure, al contrario di Milano, che l’assicurazione decennale stipulata dopo la consegna del parcheggio copra anche eventuali danni emergenti nei palazzi di contorno. E ci sarebbe da dire moltissimo anche su tutti gli accertamenti tecnici preliminari fatti dal concessionario “sotto la sua esclusiva responsabilità”, ma allarghiamo troppo il campo. Torniamo agli argomenti di Vannini: questo ruolo dei Municipi che dovrebbe discendere dalla Convenzione, evidentemente è troppo vago per investire veramente qualcuno di qualche responsabilità reale. E se non sappiamo quanto l’Ufficio tecnico del Municipio vigili sui lavori dei cantieri“sia nelle fasi preliminari che in quelle di esecuzione delle opere, ad eccezione delle opere strutturali, la cui vigilanza è affidata alla Commissione di Alta Vigilanza”(art.5), non siamo riusciti neanche a capire chi, del Municipio, approvi il progetto dettagliato della sistemazione superficiale e vigili sulla conformità della sua realizzazione. Per entrambi gli aspetti più di un amministratore municipale da noi consultato ha negato qualsiasi responsabilità specifica del Municipio. Rispetto all’informazione ai cittadini, poi, i più hanno allargato le braccia sostenendo di non avere i mezzi economici per produrre dépliant, manifesti e indire riunioni, e men che meno per avviare progetti partecipati (però la convenzione – art. 11 – dice che: “Il concessionario si impegna a porre in essere tutte le indispensabili ed opportune forme di comunicazione ed informazione ai cittadini, previo accordo con i Municipi interessati”, quindi i soldi dovrebbe metterli il costruttore). Fatto sta che, paradossalmente, ancora nel corso dell’assemblea dell’altro giorno al X Muncipio, la stessa amministrazione che ammetteva l’errore di non aver informato in anticipo i cittadini di Viale Agricola, non aveva ancora fatto nulla per garantire l’ informazione ai cittadini che vivono nelle tante zone dove sono previsti altri parcheggi, a partire da quello di Viale Tito Labieno, un viale alberato a pochi metri da Viale Agricola.

E veniamo al punto più doloroso e controverso: l’espianto degli alberi, che è un atto irreversibile. Intanto, dovrebbe essere un principio dettato dal buon senso quello di non fare passi irreversibili senza la certezza della fattibilità di un’opera. Ma è comunque un dato di fatto che alberi che hanno raggiunto quelle dimensioni in decine di anni saranno sostituiti con alberelli e cespugli, sia nel caso che il parcheggio si possa fare (non c’è abbastanza terra sul tetto di un parcheggio per far crescere alberature di prima e seconda grandezza) sia che non si possa fare. E un viale sventrato e risistemato con qualche stentato fuscello non è la stessa cosa di un viale alberato che offre ombra, ossigeno e bellezza ai suoi abitanti. Sopratutto se questo drastico peggioramento non è giustificato da una necessità “superiore”, come la realizzazione di una metropolitana, ma solo dalla costruzione di box destinati a pochi cittadini privilegiati e di un parcheggio a rotazione che non cambierà di una virgola la sosta selvaggia nella zona, come si può vedere visitando tutti gli altri Pup già realizzati nel X Municipio e altrove (Massimiliano Spina ha verificato che se venissero realizzati tutti i parcheggi previsti nel X, si creerebbero posti macchina per il 3% degli autoveicoli che insistono sul territorio).Ma anche questo è un discorso troppo lungo.
E’ ancora doloroso il ricordo dei cittadini di Viale Agricola dell’intervento del 10 maggio 2010: alberi che avrebbero dovuto essere spostati con le cautele e le tecniche necessarie, sono stati letteralmente strappati dal terreno sotto i loro occhi e – pare – dello stesso agronomo che doveva sovrintendere alle operazioni. Quella barbarie è valsa al costruttore 100.000 € di multa (multa che probabilmente non sarà mai incassata a causa di una carenza normativa del Comune in materia) e soprattutto ha provocato la morte di buona parte degli alberi rimossi.
Se non ci fosse stato l’intervento dei cittadini, che hanno bloccato lo scempio con la loro protesta spontanea, anche gli altri platani avrebbero fatto la stessa fine. Ecco, l’intervento dei cittadini, che troppo spesso è l’unica fragile difesa a tutela dei cittadini stessi e soprattutto del Bene Comune.
Se l’amministrazione vuole mettersi al riparo dalle proteste, specialmente in Viale Agricola, o in via Fermi, in cui c’è la stessa situazione, deve riconquistarsi la fiducia delle persone. Cominciando con il migliorare e il cambiare le regole che vanno migliorate e cambiate. E poi farle rispettare. Da tutti.
E, vorremmo dire, anche ammettere i propri errori. Senza palleggiamenti politici, che offendono l’intelligenza e la memoria dei cittadini. Troppo facile dare la colpa a chi c’era prima quando prendendo i posti di comando non si è cambiato nulla; troppo facile chiedere ad altri di fare passi che non si è avuto il coraggio di fare (o di non fare) quando si stava al comando.
A chi oggi è seriamente interessato ad affrontare il problema (e va detto a onor del vero che l’onorevole Vannini si è già detto disponibile), chiediamo di farlo insieme ai cittadini, che hanno (abbiamo) molte cose da dire.
Ma, per favore, non vogliamo sentire più il solito ritornello “ormai”, che serve a traghettare la maggior parte dei parcheggi già in fase di attuazione (praticamente tutti quelli del Piano Urbano Parcheggi) in un limbo in cui si continuano a seguire le “regole” di prima. Dice bene Vannini sulla scelta delle dislocazioni, che l’attuale “piano parcheggi non è supportato da studi e da analisi approfondite sulle base delle esigenze del territorio”. Una buona amministrazione, preso atto di questo, dovrebbe avere il coraggio di intervenire prontamente. Chi è invetsito della responsabilità di governare deve avere il coraggio e il dovere di correggere gli errori in qualsiasi momento in cui questi emergano. Altrimenti si rischia di tagliare la gamba sana di un paziente solo perché ci si è già impegnati a pagare il chirurgo e la sala operatoria…

LA NOTA DI VANNINI
PUP AGRICOLA, VANNINI (PDL): «SORPRENDE REAZIONE SINISTRA» (OMNIROMA) Roma, 11 GEN – «In merito al parcheggio di viale Giulio Agricola, sorprende che alcuni rappresentanti della sinistra sollevino delle criticità in merito alla realizzazione di questa opera, visto che finora sono state rispettate tutte le procedure previste dalla normativa vigente. Ricordiamo, inoltre
che il parcheggio era stato approvato dal X municipio che come prevede lo schema di convenzione si era assunto il compito di comunicare alla cittadinanza la procedura scelta per eseguire i lavori. È un obbligo della Sovrintendenza dei Beni Archeologici far effettuare dei sopralluoghi preliminari su tutta la superficie interessata, prima della realizzazione effettiva dei parcheggi. In tali operazioni, il regolamento del servizio giardini prevede che gli scavi non possano essere effettuati a meno di 3/5 metri dagli alberi a secondo della loro grandezza. I fusti degli alberi espiantati quest’oggi verranno ripiantati in vie limitrofe, rispettando l’elemento ambientale di questo quadrante della città. Qualora qualche albero non dovesse attecchire, verrebbe sostituito da un altro di pari grandezza. Per il futuro i pup possono diventare un asse strategico della città inserito a sua volta nel piano della mobilità voluto da Roma Capitale. Non come oggi, dove il piano parcheggi non è supportato da studi e da analisi approfondite sulle base delle esigenze del territorio. Arrivati a questo punto, la realizzazione dei pup, voluta anche dalle precedenti amministrazioni di sinistra, non deve fermarsi rappresentando un sistema fondamentale per l’aumento dei posti auto in città». Lo dichiara, in una nota, Alessandro Vannini, delegato al Piano urbano Parcheggi di ROMA CAPITALE.

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